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Come fare un colloquio di lavoro in inglese

Siete stati selezionati per un colloquio di lavoro? Bene! Dovete affrontarlo in inglese? …Ahia!

Scherziamo: va tutto bene, anzi benissimo. Se però avete qualche difficoltà per via della lingua siamo qui per darvi un po’ di dritte utili.

L’ABC di un colloquio di lavoro

Su Bakeca abbiamo affrontato varie volte il tema del colloquio di lavoro. Prima di parlare di quello in inglese vi rinfreschiamo quindi la memoria su ciò che è meglio fare prima di qualsiasi colloquio, anche in italiano. 

  1. Accertiamoci di avere le skill richieste. Molti bypassano questo passaggio pensando che ci si può presentare all’arrembaggio, senza le qualità o l’esperienza richieste nell’annuncio di lavoro. Confidano sul fatto che con qualche battuta irriverente conquisteranno l’anima del recruiter più compunto. Ecco, beh, a volte la cosa funziona, e tanti complimenti a chi ci riesce. Però, specialmente se non avete una personalità in grado di sostenere un colloquio senza essere minimamente in linea con il profilo richiesto, ecco forse meglio evitare. 
  2. Capiamo chi abbiamo difronte. Nel colloquio di lavoro, non solo è fondamentale presentare noi stessi ma anche capire a chi ci stiamo presentando. Uno: perché la nostra presentazione potrebbe cambiare; due: perché bisogna dimostrare di essere in linea con gli obiettivi dell’azienda; tre: per non fare pesssime figure.  
  3. Facciamo attenzione alle questioni pratiche. Non sottovalutiamo alcune cose che i recruiter potrebbero captare subito coi loro radar per capire che persone siamo. Ad esempio: arriviamo con 10 minuti di ritardo? Bannati subito come bad guys. Può essere successo di tutto: che l’autobus su cui stavamo si è fermato sulla tangenziale, che mentre cercavamo il posto del colloquio su Google Maps ci ha chiamato lo zio dall’Australia, che una tizia cadendo ci ha spiaccicato addosso il gelato. Il punto è che: bisogna prevedere gli imprevisti come veggenti.

E adesso veniamo a noi.

Il colloquio in inglese: come prepararsi al meglio

Il colloquio in inglese (o job interview) probabilmente comporta un maggiore sforzo di preparazione rispetto a un colloquio in italiano o comunque nella vostra lingua madre (a meno che non siate inglesi: ah-ah).

Se non siete fluenti nella lingua inglese – cosa probabile se state leggendo quest’articolo – vi conviene innanzitutto preparare bene le risposte alle domande che vi faranno.
…E quali domande vi faranno? Nella maggior parte dei casi si ripetono, perciò vi diciamo subito quelle fondamentali. 

Tell me about yourself (Raccontami qualcosa su di te)

Questa è spesso la domanda con cui si rompe il ghiaccio al colloquio. Attenzione perché sembra innocua ma non lo è.

Va bene avere un atteggiamento tranquillo e rilassato, ma senza esagerare: ogni parola e ogni mossa verrà pesata sulla bilancia del giudizio del recruiter come pepite d’oro grezzo. Per quanto riguarda iI contenuto del vostro discorso, vale la stessa cosa: non dovete parlare di voi come farebbe Proust nella Recerche, quando il profumo della madeleine eccetera eccetera. Semplificate e selezionate bene cosa dire. 

Per comodità, scrivetevi un paragrafetto (se vi viene più comodo, prima in italiano e poi traducendo in inglese) che contenga le seguenti informazioni:

Come forse avrete notato, in questo discorso la vostra storia lavorativa – con un certo focus sulle cose positive, mi raccomando – dovrebbe occupare il 70%, mentre quella personale il 30%. Nella parte personale cercate di evidenziare comunque le skill che potrebbero servire alla vostra professione. Cioè, non dite che avete un debole per le pantofole turchine se non state facendo un colloquio nel settore fashion (e forse anche in quel caso potrebbe essere un dettaglio trascurabile).

Why should we hire you? (Perché dovremmo assumerti?)

Qui potreste perdere l’equilibrio sulla sedia, ma non fatelo. Raccogliete tutta l’autostima che avete, e se non ce l’avete sviluppatela al momento perché dovreste raccontare cosa vi rende il candidato o la candidata ideale

Ricordatevi dunque cosa c’è scritto nell’annuncio ed esponetelo con frasi tipo: I think I would be an asset to the company because…

Questa domanda potrebbe anche coincidere con la richiesta dei vostri punti di forza, allora potreste continuare con: I’m very good at… / I’ve always been a great…

Anche in questo caso, pensando alle cose in cui riuscite bene e quelle in cui proprio no, potreste vacillare. Ricordatevi in ogni caso di mantenere la calma ed essere assertivi mentre elencate ciò che sapete fare… anche se il diavoletto immaginario che è sulla vostra spalla destra sta ridendo di voi. Cacciatelo via.

Se richiesto, potete anche indicare qualche vostro punto debole, e allora siate furbi: il punto debole deve sembrare comunque positivo, della serie:

I like having things under control, so sometimes it might get difficult to delegate tasks I believe to be relevant... / I’m strongly detail oriented and that sometimes can turn into a weakness…!

Where do you see yourself in five years time? (Dove ti vedi tra cinque anni?)

Se il vostro cervello vi dice “Boooh!”, meglio no assecondarlo. Aspettate due secondi, fate un bel respiro e poi dimostrate di essere consapevoli e ambiziosi anche se non è propriamente così. Dovete dare l’idea di avere una progettualità professionale, e che in questa progettualità venga contemplata l’azienda per cui state facendo il colloquio.

A questa domanda potreste quindi rispondere con: In five years time, I hope to be working as…

oppure: I imagine myself leading a team that I trust, and that trusts me. I also imagine having a career growth…

In conclusione, per superare un colloquio in inglese serve studiare, ripetere le frasi un sacco di volte (magari davanti a qualche amico, genitore, fratello o sorella che vi ascolta) e impararle a memoria. Basta che poi non ripetete tutto a pappardella in fase di colloquio, eh. Siate in grado di cambiare un po’ le frasi, ecco, e siate il più naturali possibile.

E adesso sguinzagliatevi con le vostre camicie bianche e i vostri capelli ingellati a conquistare l’infinito professionale e oltre! Good luck. 

Credits per le immagini: Pixabay.com, VISHNU_KV, RyanMcGuire, Skitterphoto, 742680, jconejo, garten-gg

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