In tanti abbiamo avuto una baby sitter o più raramente un baby sitter. Come dice la parola, è la persona che accudisce i bambini o le bambine quando i genitori sono assenti.
Coi ritmi che abbiamo oggi, si tratta di un mestiere stra-richiesto. È pressoché impossibile infatti conciliare gli orari di lavoro dei genitori con quelli della scuola e delle varie attività dei figli. Va a finire che i bambini spesso rischiano di rimanere soli e allora ecco che subentra lei, questa figura salvifica.
In altri casi può contribuire a salvare la vita coniugale badando ai bambini e alle bambine quando i genitori vogliono semplicemente passare un po’ di tempo da soli.
Vediamo allora quali sono le skill che deve avere una / un baby sitter.
Le hard skill di una / un baby sitter
Il / la baby sitter deve eseguire dei compiti ben precisi che riguardano l’accudimento generale del bambino o della bambina. Compiti che variano a seconda dell’età dei pargoli, ma che comunque possono essere suddivisi in questo modo:
1. Sicurezza
La / il baby sitter deve sorvegliare il bambino o la bambina affinché non si faccia male. Che sia di pochi mesi o di svariati anni, possono esserci innumerevoli ragioni per cui il mini-adulto o la mini-adulta possa mettersi nei guai. Ecco, la baby sitter deve prevenirli o aggirarli in modo tale che il suo piccolo cliente non si faccia male.
2. Alimentazione
La baby sitter deve dar da mangiare ai bambini nel momento in cui non possono farlo da soli. Sì, ok, eventualmente possono arrampicarsi sul mobile della cucina e arraffare un barattolo di Nutella, ma quello non corrisponde proprio a un pasto con la P maiuscola.
Se si tratta di neonati, la baby sitter dovrà ovviamente saper preparare un biberon o una pappetta. Se invece si tratta di bambini più grandi dovrà invece preparare loro dei panini o cucinare qualcosa. Dipende dalle disposizioni dei genitori, comunque.
3. Pulizia
La baby sitter dovrà anche prendersi cura dei piccoli dal punto di vista dei loro bisogni fisiologici. Se sono molto piccoli si tratterà di cambiare i pannolini, se sono un po’ più grandi, di pulirli dopo che hanno fatto i loro bisogni nel vasino o nel wc.
Al di là dei bisognini, una baby sitter dovrebbe saper pulire e vestire i bambini e le bambine, finché non riescono a farlo soli e sole.
A proposito della pulizia, è anche bene che si organizzi affinché i luoghi che sono stati messi a soqquadro per far giocare o mangiare il / la baby siano rimessi a posto. Prima dell’arrivo dei genitori sarebbe carino rimettere a posto i giochi nella cameretta e lavare i piatti in cucina, tanto per dire.
4. Passatempo
Dato che la / il baby sitter passa molto tempo col mini-umano, le / gli viene richiesto solitamente di intrattenerlo con dei giochi. Se è più grande, magari di aiutarlo nei compiti.
Ora: precisiamo che la baby sitter non è né un’insegnante e né un’animatrice. Per carità: c’è anche chi ha esperienza come insegnante e come animatrice. Va precisato però che sono dei plus, non requisiti di base (la stessa cosa vale per l’educatrice).
È preferibile in ogni caso che la baby sitter partecipi almeno in parte alle attività del bambino o della bambina, a meno che lui / lei non preferisca la solitudine.
5. Sonno
Infine, se la baby sitter deve passare col pargolo la notte oppure l’ora del pisolino è importante che lo faccia addormentare e che si assicuri che faccia sonni tranquilli.
Dovrebbe tenere le orecchie aperte nel caso in cui dovesse svegliarsi per qualsiasi motivo. E se non sente nulla, magari controllare ogni tanto la culla o il letto per vedere come va.
Le soft skill di una / un baby sitter
Oltre a cosa dovrebbe fare, dovremmo considerare anche come dovrebbe essere una / un baby sitter. Dovrebbe insomma avere le soft skill ideali per svolgere questo lavoro, che sono:
- un certo senso di responsabilità, perché si deve prendere cura di altri esseri umani, tra l’altro molto fragili perché non in grado di badare a sé stessi;
- tanta empatia, per riconoscere le emozioni dei bimbi e delle bimbe, anche quando loro non sanno farlo;
- equilibrio interiore, affinché sopporti le frustrazioni che certe volte possono causare involontariamente questi mini-esseri;
- capacità di comunicazione, per farsi capire sia dai piccoli che dai loro genitori, e per trasferire inoltre a questi ultimi delle informazioni utili sui figli;
- creatività, perché coi bimbi bisogna sempre inventarsi qualcosa per catturare la loro attenzione, per fargli mangiare le pappine, per farli addormentare o per evitare che facciano cose tipo ingoiare i sassi.
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