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Perché fare uno stage o tirocinio

Dopo gli studi e prima della carriera lavorativa c’è un limbo che si chiama stage. Chiariamo qui che cos’è, come si fa a riconoscerne uno buono e come sfruttare l’occasione al meglio. 

Cos’è lo stage e che differenza c’è col tirocinio?

Il giornalista Beppe Severgnini ha detto che l’Italia è una repubblica fondata sullo stage. Il numero degli stagisti infatti è impressionante, e sembra che lo stage abbia soppiantato il lavoro vero e proprio. Perché? …Perché alle aziende conviene. Ma facciamo un passo indietro e chiariamo che cos’è uno stage. Anzi, prima ancora, come si pronuncia.

“Stage” si pronuncia in francese, perché sì: è un termine di origine francese. Se lo pronunciate in inglese (“steig”) allora state dicendo “palcoscenico” o “tappa”. Lo stage poi è sinonimo di tirocinio, quindi la risposta alla domanda del titolo è: nessuna. Arriviamo poi alla definizione ufficiale, almeno quella del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Lo stage o tirocinio è un “periodo di orientamento e di formazione, svolto in un contesto lavorativo e volto all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro”. In grassetto il Ministero specifica inoltre che “non si configura come rapporto di lavoro”.

Si tratta quindi di un periodo di durata limitata (di solito dai tre ai sei mesi) in cui una persona fa formazione in un contesto lavorativo al fine di imparare un mestiere o una professione. Se alcuni stage sono parzialmente retribuiti, altri non prevedono alcun tipo di rimborso, motivo per cui tante aziende pubbliche e private “ci marciano”, come si dice. Ovvero sfruttano gli stagisti a oltranza invece che fargli un contratto di lavoro come si deve. 

Com’è lo stage ideale? 

Lo stage che tutti vorremmo, ovvero quello dove nessuno ci marcia, deve avere poche ma basilari caratteristiche.

Lo stage ideale:

  1. È di qualità, cioè non prevede di insegnarvi a fare le ingegnere, per dire, portando i caffè. No: vi dà le competenze teoriche e pratiche necessarie per fare un dato lavoro. Vi aiuta anche ad essere più decise e decisi su quale lavoro fare e a conoscervi meglio dal punto di vista professionale, capendo cioè quali sono le vostre skill e i vostri punti deboli (ce li abbiamo tutti). Infine, vi dà anche la possibilità di costruire una rete di contatti: cosa fondamentale in qualsiasi settore.
  2. Prevede un rimborso spese, se non una retribuzione. Un’utopia, almeno in Italia, dove lo stagista vive in una stanza con altre cinque persone e si nutre a tramezzini. Ma tutto è possibile.
  3. Non è infinito ma dura quel che serve per insegnarvi quel che serve. Né più, né meno. 
  4. Si trasforma in un posto di lavoro: cosa a cui aspirano tutti gli stagisti, altrimenti non farebbero alcuno stage. 

Vantaggi e svantaggi dello stage

Vediamo quali possono essere a grandi linee i vantaggi e gli svantaggi di uno stage, partendo dai secondi per essere ottimisti.

Svantaggi

Vantaggi

Stagisti si diventa

In generale, ogni cosa può avere aspetti positivi e negativi. Anche con tutte le magagne che comporta uno stage, se vi lasciate trasportare dall’entusiasmo potete fare in modo che quest’esperienza sia utile, piacevole e davvero vantaggiosa per il vostro futuro lavorativo. Quindi non abbiate paura e buttatevi. Del resto, anche Kanye West è stato uno stagista. 

Credits per le immagini: Pixabay.com, 12019, magnetme, HutchRock, geralt, Sprachschuleaktiv, shelley_shang

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