Se circa dieci anni fa la settimana lavorativa diventava ‘corta’, oggi diventa cortissima (ma la chiameremo comunque ‘corta’). Da cinque giorni, infatti, siamo passati a lavorarne quattro. Sembra ieri quando le scuole hanno cominciato a chiudere il sabato, con grande gioia degli studenti che potevano dormire fino a tardi un giorno in più rispetto alla domenica. E così come hanno fatto le scuole, hanno fatto molti uffici, pubblici e privati.
Sebbene il sabato sia considerato legalmente un giorno feriale e non festivo, molti professionisti, imprenditori e aziende ancora oggi il sabato non lavorano. Ecco, pensate a cosa succederebbe se accadesse anche col venerdì. Sì, avete capito bene: stiamo per fare il passo successivo, ovvero lavorare dal lunedì al giovedì.
…Ve gusta?
Dal punto di vista dei lavoratori dovrebbe essere un’idea allettante, dal punto di vista dei datori di lavoro un po’ meno, ma vi assicuriamo che ci sono benefici anche per voi, e infatti ora ve li diciamo.
Perché la settimana corta fa bene alle aziende
Chi ha sperimentato la settimana di 4 giorni non vorrebbe tornare più indietro.
Nel Regno Unito sono 61 le aziende che hanno adottato questa nuova regola, seguite poi dalle aziende di altri paesi, Italia compresa.
I risultati (positivi) delle aziende britanniche hanno portato altre aziende di altri paesi a seguirne l’esempio. Per dirne una, Intesa Sanpaolo ha promosso una settimana di 4 giorni di 9 ore ciascuno, e 4 mesi di smart working l’anno.
I dati ci dicono infatti che lavorando meno giorni la produttività e il fatturato rimangono gli stessi. Anzi, in molti casi addirittura lievitano. Ecco perché i manager hanno deciso di adottare questo schema a oltranza.
In Italia, a fronte di 33 ore settimanali di lavoro (6 ore in più della Germania) gli stipendi non sono alti come quelli di altri paesi europei. Insomma, da noi si lavora tanto e si guadagna poco.
Se lavorare tanto volesse dire aumentare la produttività forse un senso ce l’avrebbe… e invece no. L’Italia infatti è pure in fondo alla classifica dei paesi più produttivi.
Vabbè adesso però non vi deprimete. Pensate piuttosto a Sponge Bob che allarga le braccia e lascia apparire un arcobaleno che coincide con un ipotetico futuro dove si lavora meno e si guadagna di più.
Perché la settimana corta fa bene ai lavoratori
Quante volte vi siete sentiti dentro la gabbia di uno zoo mentre stavate semplicemente in ufficio? Quante volte avete immaginato di fare la spesa o di allenarvi prima o dopo l’orario di lavoro ma avete miseramente fallito? Quante volte l’idea di tornare l’indomani nello stesso posto e alla stessa ora vi ha fatto vacillare sulla sedia?
Ecco, se capite di cosa stiamo parlando allora avete provato anche voi quella cosa che si chiama stress, e non è proprio un bene.
Se lavorassimo un po’ meno, seguendo l’esempio della Germania, sicuramente saremmo meno stressati. Riusciremmo a concentrarci meglio, a eliminare le attività superflue e ad essere anche più produttivi.
I dati ci dicono anche questo.
Con la settimana di 4 giorni vengono ad esempio eliminati i tempi morti. Niente più vocali inutili o riunioni infinite, niente più attività se non strettamente necessarie: rimangono le priorità.
Si riesce inoltre a conciliare meglio gli orari di lavoro con quelli dedicati al tempo libero e in generale a tutte le attività extra-lavorative.
Insomma, un sogno che può diventare solida realtà.
Tutta questa storia ci dice una cosa: che anche se amiamo il nostro lavoro, non è giusto che ci tolga tutte le energie che abbiamo, energie che potremmo dedicare agli affetti, alle passioni e a tutto ciò che ci piace.
Nel mondo è diffusa ormai una consapevolezza diversa, quella per cui le persone hanno un valore che va al di là del loro ruolo di lavoratrici.
Non importa quanto produciamo, insomma: importa chi siamo.
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