Forse credete nella cartomanzia, o forse no. Anche se non ci credete comunque, potreste andare lo stesso da un o una cartomante e trarne beneficio.

…Come? Beh, uno, dall’essere ascoltati, e due, dal ricevere qualche spunto di riflessione. Così hanno fatto alcune persone di cui vi raccontiamo l’esperienza.

Ecco quindi cinque storie di chi è stato beneficiato dalla cartomanzia.

Avevo perso fiducia nell’amore

Chiara, 42 anni, Torino

Quando è finito il mio matrimonio, non solo avevo il cuore a pezzi ma era come se una parte di me avesse smesso di esistere.

Facevo fatica ad alzarmi per andare in negozio e a svolgere le mansioni quotidiane: fare la spesa, pulire casa, prendere un caffè con qualche amica… Per fortuna mio figlio che è adolescente mi ha dato la forza di continuare. Però, ecco, io da quando mio marito – anzi il mio ex marito – se n’è andato di casa mi sono sentita improvvisamente vuota. Pensavo che l’amore non fosse più per me. 

“Non succede due volte”, mi dicevo. “L’amore è uno e se finisce, finisce”. 

Poi un giorno una cliente affezionata mi dice: “Perché non vai da Leda?”… Era la sua cartomante di fiducia. All’inizio l’ho presa un po’ a ridere perché non è che una persona può dirti cosa succederà nella tua vita. Però avevo bisogno di qualcosa di nuovo, quello sì: una specie di pizzicotto che mi facesse risvegliare da quel torpore. Allora sono andata e… Leda mi ha pizzicato!  

In realtà mi ha dato una carezza, simbolica intendo, perché mi ha ascoltata e mi ha fatto avere . “Chiara,” mi ha detto, “l’amore torna se tu sei disposta a riceverlo. E sarà diverso da prima, non perché lui sarà perfetto, ma perché tu sarai diversa.”

Nei mesi successivi, non è cambiato tutto all’improvviso ma in effetti sono cambiata io. Ho ricominciato a guardare la vita con gioia, a fare le cose come prima. Si vede anche dal rapporto che ho con mio figlio. E poi… ho incontrato un tipo che mi piace molto, si chiama Giorgio.

Ho cambiato lavoro grazie a un consiglio inaspettato

Marco, 36 anni, Napoli

Facevo l’impiegato da oltre dieci anni: un lavoro stabile che all’inizio mi aveva dato soddisfazione ma ormai… era solo routine. Per carità, ringraziavo l’universo per avermi dato quel lavoro sicuro. Però mi sentivo sempre più spento, inutile, stanco. E ho capito che il motivo era proprio quello. 

Un giorno sono andato a bere una birra con degli amici e nel locale dove eravamo c’era il banchetto di una cartomante. Loro mi hanno spinto a sedermi, così, per gioco. Lei mi ha chiesto quale argomento mi interessasse di più e ovviamente ho detto: “Lavoro”. Allora, senza che io le dicessi altro mi ha fatto scegliere le carte, le ha piazzate sul tavolo e poi mi ha detto: “Hai un fuoco che si sta spegnendo ma sta lì, sotto la brace, arde ancora”.

Rimasi spiazzato. Non ci credevo del tutto, ma quelle parole mi rimasero impresse.

Allora, ho cominciato a fare qualcosa per riaccendere quel fuoco. All’inizio non sapevo da dove cominciare, poi mi sono messo a fare un corso serale di falegnameria. Avevo da sempre quella passione ma non l’avevo mai coltivata. Finito il corso ho iniziato a fare lavoretti in legno per gli amici e i conoscenti: niente di che, ma pian piano la richiesta è aumentata. Allora, mi sono detto: “Non è che potrei trasformare tutto questo in un lavoro?”.

Certo, non è stato facile: ho dovuto cambiare casa, abitudini, vita. Fondamentale è stato collaborare con un’esperta di marketing che mi ha fatto un business plan, perché se vuoi fare l’imprenditore è meglio avere tutto pianificato. Alla fine posso dire che la cosa è riuscita perché ho lasciato il mio lavoro da impiegato e ora ho la mia piccola bottega di falegnameria. E tutto questo – se ci penso, sorrido – grazie alle carte!

Con la cartomanzia ho ritrovato il dialogo con mia sorella

Serena, 51 anni, Verona

Sai come sono i rapporti tra fratelli o sorelle… a volte si va d’amore e d’accordo e a volte non ci si parla nemmeno. Ecco, con mia sorella era la seconda. Avevamo litigato e, nonostante abitassimo nella stessa cittadina, facevamo in modo di non incontrarci mai. Ovviamente, mai una chiamata, mai un messaggio. E – quando capitava, perché ogni tanto capitava – di vederci in giro facevamo finta di niente. Una cosa bruttissima. 

Negli ultimi tempi mi era capitato di vedere sui social dei post che parlavano della cartomanzia, dei tarocchi, queste cose qua. E mi ero appassionata. Praticamente ogni giorno mi mettevo a leggere qualcosa, forse cercavo delle risposte. Chiaramente tutto era molto generico allora mi sono detta: perché non farmi leggere i tarocchi da un’esperta, in una seduta dedicata solo a me? 

Non c’era nessuna delle mie amiche o parenti a cui chiedere un consiglio, così ho cercato su Bakeca e alla fine ho trovato una persona che si è rivelata davvero valida. Non è che mi ha detto cosa sarebbe successo nel futuro ma piuttosto quello che doveva accadere nel presente, cioè che dovevo essere io a fare il primo passo. 

Questo mi ha colpito molto perché avevo sempre pensato di essere nel giusto e che doveva essere mia sorella a chiedermi scusa. Infatti me ne sono andata un po’ stranita da quella seduta, diciamo. Però nei giorni successivi non ho potuto non pensarci e successivamente, ho scritto a mia sorella cercando di riappacificarci. E, indovinate un po’? Ci siamo riuscite. 

Un aiuto nei momenti di ansia

Paolo, 29 anni, Milano

Praticamente ero al… mi pare terzo anno fuori corso. Certo, nel frattempo facevo mille lavoretti però stavo evidentemente perdendo tempo. Ero stanco, pensavo di lasciare l’università, tanto vedevo che i miei amici che si erano laureati non è che avessero trovato lavoro. O magari lo trovavano però era precario, oppure facevano stage su stage.

L’ansia aumentava e mi bloccava finché un giorno, a lezione, ho fatto amicizia con un compagno di corso e ho scoperto che era esperto di tarocchi. La cosa mi divertiva molto ma non c’è stata occasione di farmeli fare perché essendo entrambi non frequentanti e abitanti in diverse città era difficile vederci. Allora ho deciso di contattare un cartomante della mia città. 

Devo dire che è stato illuminante perché mi ha fatto ragionare sulle mie paure: in particolare quella di sbagliare, di essere giudicato e di non soddisfare le aspettative altrui , soprattutto dei miei genitori.  Mi ha permesso di mettere a fuoco meglio la mia situazione e quindi di affrontarla. Da un po’ di tempo ho deciso infatti di andare anche da uno psicanalista e, incredibilmente, non solo sono riuscito a laurearmi ma ho anche trovato un lavoro! Non è che l’ansia è sparita… ora però so da dove viene e come affrontarla. E se ci penso, tutto è cominciato dalla cartomanzia.

Ci ho provato per curiosità e ho trovato risposte

Elena, 23 anni, Bari

Non era un periodo particolarmente difficile: semplicemente, avevo tante domande in testa. Avevo scelto un indirizzo di studi che non mi stava soddisfacendo e avevo scelto un ragazzo che, beh non mi stava soddisfacendo neanche lui, ahha! Mi stavano strette un po’ di cose, insomma. Allora un’amica mi ha detto che forse potevo farmi fare le carte, che non dovevo credere nella cartomanzia come se fosse qualcosa di religioso o di magico: dovevo solo ascoltare e vedere quello che succedeva. 

Io ero un po’ scettica però il consiglio della mia amica ha funzionato perché ci sono andata con uno spirito leggero e allo stesso tempo aperto all’ascolto. Insomma mi sembrava una cosa divertente ma allo stesso tempo si trattava di cose serie che riguardavano la mia vita. La cartomante a un certo punto ha detto: “Tu sai già tutto. Devi solo imparare ad ascoltarti”. 

Siamo d’accordo che è una cosa che potevano dire altre persone in altri contesti, no? Ma detta da lei in quel momento mi è risuonato come qualcosa di giusto, saggio, definitivo. Era vero: sapevo che il ragazzo con cui stavo non faceva per me e sapevo pure che dovevo cambiare facoltà ma… non lo stavo facendo! Quella persona, le carte, tutto l’insieme ha fatto sì che mi dessi la possibilità di cambiare. 

E infatti mi sono attivata per cambiare. Non ho lasciato il mio ragazzo perché ho capito che semplicemente dovevo parlargli di quello che non mi andava bene, e l’ho fatto. E ora sto capendo meglio qual è la facoltà che fa per me. 

Conclusione

La cartomanzia non è una scienza e non è una religione. Non è qualcosa che risolverà tutti i nostri problemi. Non bisogna credere per forza né nelle carte e né nelle cartomanti.

Tuttavia, la cartomanzia può essere d’aiuto nei momenti critici della nostra vita. Sia chiaro: non può sostituire la psicoterapia, eppure può farci sentire ascoltate e ascoltati, dandoci degli interessanti spunti di riflessione. Poi, la palla sta a noi.

Credits per le immagini: Pixabay.com, art-of-joan, mitche60, evgeniyataya, sinepax, keithgonzalez, Jean-Didier, flower_lover

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