
Dopo una dura ricerca, finalmente avete firmato un contratto di lavoro. Ma vi siete mai chiesti se è stato registrato correttamente sul sito dell’INPS?
Non vi preoccupate, non siete i soli ad aver paura: dopo la lunga ricerca che avete fatto è normale pensare che sia tutto una truffa, ma per fortuna esistono metodi per verificare la regolarità del vostro rapporto lavorativo.
Ci sono tre metodi di verifica diversi, e tutti sicuri, quindi se per caso non funzionasse con il primo, provate con il secondo e così via.
1. Richiesta di comunicazione unica
Una delle prime verifiche che puoi fare è richiedere al datore di lavoro la Comunicazione Unica. Questo documento viene trasmesso dall’azienda al Centro per l’impiego (se siete passati da lì), all’INPS e all’INAIL al momento dell’assunzione.
È la conferma più sicura per voi che certifica la deposizione del contratto: sul foglio che riceverete ci sono gli estremi di registrazione presso gli enti competenti.
Ma se per caso non sapete a chi chiederla o il titolare non ve la manda, ci sono altri metodi per verificare.
2. Consultazione autonoma del portale INPS
Un altro metodo, e sicuramente il più veloce, è accedere al vostro profilo sul portale INPS con le credenziali SPID, CIE o CNS.
Una volta autenticati, potrete visualizzare tutte le informazioni relative al vostro rapporto di lavoro.
Andate nella sezione “I tuoi servizi e strumenti”, e nella voce “Fascicolo previdenziale” selezionate “Consultazione estratto conto unificato” come vedete nell’immagine qui sotto.

Nella schermata che vi si aprirà, se il contratto è stato registrato correttamente, vedrete i dettagli come il nome del datore di lavoro, la data di inizio del rapporto e altre informazioni importanti.
Questa verifica però si può fare solamente dopo il primo stipendio: circa due mesi dopo dalla ricezione, potrete vedere segnalati sull’estratto conto i contributi versati. Rispetto quindi alla prima verifica, bisogna attendere qualche mese,
3. Richiesta al centro per l’impiego
Potete anche rivolgervi direttamente al Centro per l’impiego della vostra zona. Fornendo i dati personali, potete richiedere una verifica dello stato del vostro contratto. Questa verifica vi darà la sicurezza che il contratto è stato registrato come previsto dalla legge.
4. Consultazione autonoma del sito dell’Agenzia delle Entrate
Come per il sito dell’INPS, anche sul sito dell’Agenzia delle Entrate potete trovare la CU, la Certificazione Unica, da non confondere con la Comunicazione Unica che abbiamo spiegato nel punto 1.
Questa infatti riguarda la dichiarazione dei redditi annuali che vi viene corrisposta e che comprende le ritenute IRPEF. Anche in questo caso, per verificare che il vostro contratto sia stato registrato nel tempo potete controllare che sia presente sul vostro profilo la CU di ogni anno che avete lavorato.
Ma si può fare solo a ritroso: per esempio nel 2024 potete vedere la CU del 2024 che riguarda i redditi percepiti nel 2023. Mentre le CU del 2023 riguardano i redditi del 2022 e così via. Se il vostro è un contratto nuovo, vi consigliamo di usare i metodi precedenti perché altrimenti dovrete aspettare la CU del 2025 (arriva di solito a marzo) che mostrerà i redditi del 2024.
Attenzione alle irregolarità
È fondamentale verificare che il contratto di lavoro sia stato registrato correttamente per tutelare i vostri diritti come lavoratori. Se riscontrate anomalie, potete rivolgervi ai sindacati o consultare un legale specializzato in diritto del lavoro.
Seguendo questi passaggi, potete essere certi di non incorrere in spiacevoli sorprese che vi costeranno in futuro, al momento della vostra meritata pensione.
Se qualcosa nel contratto o nel vostro datore di lavoro non vi torna, forse dovete cambiare carriera: scoprite qui come fare.