Chi mandano avanti le città? Qualche idea ce l’abbiamo, ma vediamo quello che ci sfugge. 

Non dare nulla per scontato

Cominciamo descrivendo una situazione comune.

Suona la sveglia sul cellulare, ci alziamo e ci facciamo una moka, poi una doccia e usciamo di casa. Camminiamo sul marciapiede, attraversiamo la strada e prendiamo il tram per andare al lavoro. 

Sembrano cose banali e, di fatto, lo sono. Ma proviamo a non darle per scontate. 

Chi ci dà l’elettricità per usare il telefono, il gas per cucinare o l’acqua per lavarci? Chi ci fa usare le strade e i mezzi pubblici? I servizi di cui usufruiamo e che – non sia mai – paghiamo pure, ci vengono messi a disposizione da persone precise che occupano ruoli precisi. 

Sono loro che mandano avanti le città.

Chi manda avanti le città

Nel dettaglio, ci sono un mucchio di persone che mandano avanti le città, da quelle più prevedibili a quelle più insospettabili. Eccole.

Chi offre servizi istituzionali: coloro che fanno funzionare la macchina burocratica, ad esempio lavorando all’anagrafe o all’INPS. Dobbiamo prendere la pensione? Rifare la patente? Cambiare residenza? I nostri eroi e le nostre eroine ci consentono di farlo.

Chi offre servizi socio-sanitari: coloro che si occupano della nostra salute, cioè gente che lavora in ospedali, ambulatori, farmacie e centri di assistenza. Sarebbe bellissimo non doversene preoccupare mai ma, in quanto esseri umani, siamo cagionevoli.

Chi offre servizi educativi e culturali: a cominciare da chi insegna nelle scuole, passando per chi lavora in biblioteca fino alle guide museali. Sono le persone che ci fanno crescere dandoci educazione, formazione e cultura. Hai detto niente.

Chi offre servizi legati ai trasporti e alla mobilità: dagli autisti dei mezzi pubblici a chi progetta i semafori, dagli operai che asfaltano le strade agli ingegneri che le progettano. Tutti a creare un meccanismo oliatissimo, o almeno ci si prova.

Chi offre servizi tecnologici e infrastrutturali: fanno in modo che abbiamo l’acqua, il gas, la luce nonché il servizio di smaltimento dei rifiuti. Ok, le bollette non sono simpatiche ma servono a questo.

Chi offre servizi di sicurezza e ordine pubblico: quando ci sono episodi di violenza, incidenti o calamità naturali intervengono tempestivamente per proteggere cittadini e cittadine. Sono le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, i volontari della protezione civile. Quelli che non stanno seduti in poltrona, diciamo.

Chi offre servizi ambientali: coloro che tengono pulite le strade, i parchi e tutti gli spazi pubblici; che curano il verde che serve per darci ossigeno. Poi certo, i bisognini dei cani dobbiamo raccoglierli tutti.

Amministratori: chi ha le redini della città, ovvero coloro che lavorano al comune, sindaca e sindaco in primis, e devono fare in modo che tutto fili liscio. In teoria.

E poi?

Ad aggiungersi a quest’elenco c’è la categoria dei lavoratori privati che offrono diversi servizi: accoglienza e ristoro come alberghi e ristoranti, sportivi come piscine e palestre, commerciali come negozi di vario tipo, legali come gli studi degli avvocati e tanto altro ancora. 

C’è da dire infine che chi manda avanti le città sono anche i cittadini. Noi. 

Al di là del mestiere che facciamo, abbiamo delle responsabilità nei confronti dell’ambiente e delle persone con cui viviamo. Ogni piccolo gesto può fare la differenza: dal gettare la carta nel cestino a far sedere i vecchietti sul bus.

Le città, come i sogni, sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un’altra. Da “Le città invisibili” di Italo Calvino.

Credits per le immagini: PIxabay.com, Javad_esmaeili, Wetmount, NoName_13, Surprising_Media

Teresa Lucente
Teresa Lucente