Avete accompagnato la vostra amica a comprarsi il vestito per il matrimonio della sorella; il vicino vi ha chiesto se per la sua conferenza è meglio la giacca blu o quella gessata; avete ricevuto una videochiamata da vostra madre, indecisa se comprare una roba che non metterà mai o una che è irrimediabilmente uguale a tutte le altre.

Ecco, se questa situazione vi sembra familiare è possibile che abbiate delle skill innate per fare la/il personal shopper

Se le persone vengono da voi per chiedervi consigli su come devono vestirsi vuol dire infatti che il mondo esterno vi sta riconoscendo un’attitudine più spiccata di altri. In più, se a voi non dispiace dare questo tipo di consigli vuol dire che siete abbastanza empatici e comunicativi: caratteristiche fondamentali in questo lavoro.

Ma cosa fa esattamente la/il personal shopper? E come si fa a diventarlo? 

Cosa fa la/il personal shopper

La/il personal shopper è una/un consulente d’immagine, ovvero una figura che dà consigli pratici e di stile affinché il nostro abbigliamento sia in linea con le nostre esigenze. 

Consigli pratici

Per consigli pratici intendiamo tutte quelle indicazioni che possono fare felici le persone che si sentono troppo grasse, troppo magre, troppo alte, troppo basse, troppo dritte, troppo storte, ecc. ecc. Premesso che ogni corpo è bello nelle sue infinite caratteristiche, che per fortuna ci distinguono dagli altri altrimenti saremmo tutti uguali come robottini… Premesso anche che viviamo più felici se ci amiamo per quello che siamo, la/il personal shopper può darci dei consigli su come migliorare il nostro look.

Ecco un po’ di esempi:

  • per far sembrare le spalle più piccole scegliete delle scollature a V, al contrario meglio a barca;
  • se volete apparire più alte/i scegliete un unico colore (o tinte simili) per il sopra e il sotto, mentre per sembrare più basse/i è meglio scegliere colori diversi;
  • se volete che il vostro sedere risulti più piccolo indossate dei foulard o delle grandi sciarpe (e reggiseni con le coppe rigide); se vi piace invece che il vostro sedere risulti più pieno indossate pantaloni e gonne con le pinces
  • per far sembrare il collo più lungo meglio evitare i maglioni a vita alta e gli orecchini pendenti.

Consigli di stile 

I consigli di stile sono quelli relativi al gusto (sia del/della personal shopper che del cliente), alle mode del momento o all’immagine che una persona deve dare in base alla posizione che ricopre, per esempio.

Se facciamo carriera in politica, nella musica o nel cinema potremmo volere una/un personal shopper per affinare il nostro look. Ma le necessità professionali non sono le sole a motivare l’esigenza di questa figura.

Potremmo semplicemente renderci conto di non avere buon gusto: cosa che forse le nostre compagne o i nostri compagni hanno provato carinamente a farci capire, invano. Oppure potremmo voler essere più alla moda perché ci rendiamo conto che non sappiamo assolutamente cosa siano la vita bassa, i cappelli alla pescatora o i marsupi.  

Quali sono le skill che deve avere la/il personal shopper

Come tutti i lavori, anche per fare la/il personal shopper sono richieste hard e soft skill. Vediamone alcune tra quelle più rilevanti.

  1. Conoscenza del mondo della moda e delle tendenze del momento per fare invidia ai boomer;
  2. Conoscenza dei vari brand e del fashion marketing, così da poter fare scelte mirate, e fare le secchione e i secchioni;
  3. Conoscenza delle tecniche di composizione dell’immagine e dell’uso del colore, per essere cavaliere e cavalieri della casata dell’Armocromia, e non solo;
  4. Abilità di negoziazione per contrattare il giusto prezzo sia per gli abiti nuovi che per quelli vintage come al mercato di Marrakech;
  5. Conoscenza del mondo del web per lavorare da remoto nel caso di una consulenza online. Siamo nel 2024, mica no.

Soft skill:

  1. Empatia: comprendere la cliente o il cliente con le proprie esigenze più intime. Farla/o sentire a suo agio come se fosse in vacanza alle Barbados;
  2. Capacità di comunicare efficacemente sia con la/il cliente che con i brand;
  3. Creatività, ovvero entusiasmo nel giocare con forme e colori e crop top e glitter e pochette;
  4. Capacità di problem solving, o meglio saper affrontare le ondate di problemi con lucidità e organizzazione. Come fanno Emily e Andy con Miranda Priestly.

I film dove c’è una/un personal shopper

E a proposito di Miranda Priestly, vediamo quali sono i film dove c’è almeno un personaggio che fa il personal shopper.

  1. Il diavolo veste Prada (2006): ovviamente. Parlavamo di Emily, il personaggio interpretato da Emily Blunt: l’assistente nonché personal shopper della temibile Miranda Priestly.
  2. Personal Shopper (2016): un film dove Kristen Stewart interpreta una personal shopper ma non contenta comunica pure con gli spiriti;
  3. Crazy, Stupid, Love (2011): qui Ryan Gosling è un personal shopper che aiuta Steve Carell a rinnovare il suo look dopo un divorzio, e tutti che vorremmo essere Steve Carell;
  4. Sex and the City (2008): nel film tratto dalla serie c’è Carrie che ha bisogno di un personal shopper per scegliere il suo abito da sposa. E vissero felici e contenti. Forse.

Credits per le immagini: pixabay.com, MermaidsWhimsy, nasiklababan, TwinkleArora1989, alimcmath1, MauraLBU

Teresa Lucente
Teresa Lucente