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I 10 lavori da remoto più richiesti

C’è un modo di lavorare da casa, o comunque a distanza rispetto alla tipica sede aziendale, che si sta diffondendo sempre di più. Vediamo insieme cos’è il lavoro da remoto e quali sono le professioni più richieste in questa modalità. Pronti, via.

Che cos’è il lavoro da remoto

Il lavoro da remoto è un modo di lavorare a distanza rispetto alla sede aziendale. Può essere svolto da casa, da una biblioteca, da un caffè, su un’amaca, insomma dove vogliamo, purché siamo collegati digitalmente. 

Il lavoro da remoto può essere totale o parziale. Si può infatti lavorare a distanza totalmente, cioè non avendo una sede aziendale in cui recarsi, oppure parzialmente, cioè andando in sede qualche giorno a settimana o qualche giorno al mese. In quest’ultimo caso, possiamo anche utilizzare l’espressione “smart working”, che sostanzialmente indica la stessa cosa. Diciamo che le sfumature sono molto… sfumate.

Le modalità del remoto dipendono sostanzialmente dalle necessità dell’azienda, che però devono combinarsi con quelle del dipendente. E, a proposito di dipendenti, è chiaro che il lavoro da remoto di cui parliamo riguarda soprattutto loro, perché i liberi professionisti non hanno una sede in cui dover andare. Casomai una sede dove vogliono andare. 

Infine, può essere adatto sia per chi ha esperienza in una certa professione, sia per chi non ce l’ha.

Quanto ci piace il lavoro da remoto?

…A quanto pare, tanto. Negli ultimi tempi il lavoro da remoto in Italia è cresciuto molto. Grazie ai dati ISTAT e ai Trends di Google possiamo fare un bel quadro della situazione attuale, che è questa:

Nel 2025 l’occupazione è in crescita – da remoto e non – e questa è una cosa bellissima. Sì ok, sarebbe ancora meglio se non dovessimo lavorare per vivere, ma intanto… Pare che gli italiani occupati siano oltre 24 milioni e cioè l’1,8% in più dell’anno precedente. Che detta così sembra pochissimo ma parliamo di un aumento di 400 mila persone. 

Gli italiani che lavorano da remoto in Italia sono circa 27 milioni, suddivisi più o meno a metà tra grandi e piccole aziende. Un po’ meno uniforme è la distribuzione nella penisola, perché si concentrano più al Nord e in Centro, meno al Sud e nelle Isole. Ma non piangiamoci addosso: si può sempre migliorare e i segnali di miglioramento ci sono.

Chi lavora da remoto ha tendenzialmente queste caratteristiche: ha 35-44 anni, è laureata/o ed è una/un professionista dell’informazione, della comunicazione o della finanza

In questo panorama non è difficile immaginare due tendenze in crescita: uno, le aziende che offrono lavoro da remoto sono sempre di più; due, i lavoratori che cercano lavoro da remoto sono sempre di più. Quest’impennata la registriamo in particolare nel post pandemia, quando evidentemente tutti hanno capito che il mondo del lavoro può fare a meno degli uffici, almeno un po’. 

Perché tutto questo hype

Il lavoro remoto nel 2025 è praticamente esploso. Cerchiamo di capire il perché.

La digitalizzazione crescente del lavoro è una delle ragioni principali. Dall’avvento di Internet ad oggi siamo passati dai fogli di carta ai pdf, dalle lettere alle mail, dalle riunioni alle videocall, dai quaderni ai software, dagli scatoloni agli hard-disk e, infine, dagli uffici alle case. Il lavoro remoto si inserisce quindi in questo processo di trasformazione digitale che ha l’obiettivo di ottimizzare le energie e il lavoro in sé. E non si tratta solo di qualcosa che riguarda la sfera fisica ma anche culturale. Cioè, per lavorare digitalmente bisogna pensare digitale.

La pandemia ha costretto molte persone a lavorare da casa, almeno chi poteva farlo. Sia i datori di lavoro che i lavoratori si sono quindi resi conto che è possibile lavorare, totalmente o in parte, anche lontano dall’ufficio. Dopo la pandemia quest’abitudine è diventata sempre più dilagante fino ad oggi e chissà, magari lo sarà sempre di più.  

La domanda crescente del lavoro da remoto, sia da parte dei lavoratori che dei datori di lavoro, ha fatto sì che si consolidasse sempre più, in modo totale o parziale. La flessibilità è infatti un valore a cui molti lavoratori non vogliono rinunciare e che spesso fa comodo agli stessi datori di lavoro.  

Certo è che questo tipo di lavoro ha pro e contro. Vediamoli, va.

PRO e CONTRO del lavoro da remoto 

Come ogni cosa al mondo, il lavoro remoto ha pregi e difetti, gioie e dolori, luci e ombre. Indaghiamoli, così abbiamo tutti un quadro più chiaro della situazione e sappiamo a cosa andiamo eventualmente incontro.

PRO

  1. Facciamo a meno del traffico per andare in ufficio e delle corse per prendere l’autobus. In generale, non perdiamo tempo per andare e tornare dalla sede di lavoro. Not bad.
  2. Possiamo gestire meglio i nostri orari e permetterci per esempio di attaccare la lavatrice quando iniziamo a lavorare per poi stendere i panni quando facciamo una pausa. Oppure di rispondere alle mail tra una flessione e uno squat. O un panino con la frittata.
  3. Possiamo rimanere riccamente in pigiama a meno che non abbiamo una video call, ma anche in quel caso teoricamente basta essere presentabili dal busto in su.
  4. Risparmiamo sugli spostamenti e sui soldi per il pranzo, i caffè e gli spuntini. E pure sull’abbigliamento da lavoro. 
  5. Scegliendo dove lavorare, abbiamo la possibilità di evitare colleghi casinisti, capi che chiedono cose, telefoni che squillano, postini che citofonano e cose così.
  6. Abbiamo anche la possibilità di cucinare e quindi teoricamente di mangiare più sano… sempre se cuciniamo bene e sano.
  7. E poi possiamo stare di più con la nostra famiglia o con le nostre amiche e amici! Il tempo che risparmiamo sugli spostamenti per esempio possiamo impiegarlo per prendere il caffè con chi amiamo, oppure chi amiamo può stare a fianco a noi: se è silenzioso o silenziosa ehhe.

CONTRO

Ora che abbiamo tracciato i pro, vediamo il mondo del remoto dal Sottosopra (cit. Stranger Things). Ecco quali potrebbero essere i contro:

  1. Soprattutto se lavoriamo da casa e non da un co-working, un bar, un parco o quello che volete, si rischia di non staccare mai. La casa diventa l’ufficio che però è anche la casa che è anche l’ufficio che è anche… Insomma avete capito.
  2. Se non ci diamo dei limiti, perdiamo tempo. Mentre lavoriamo giriamo il sugo, chiamiamo la nonna, fumiamo una sigaretta e tutto si mescola e rischiamo che a mezzanotte dobbiamo ancora finire di fare quello che in ufficio avremmo concluso alle cinque. 
  3. Se lavoriamo sole o soli, senza interagire con nessuno, il rischio di abbrutimento è dietro l’angolo, quindi in realtà a volte doversi lavare e vestire per uscire non è poi così male raga.
  4. Ok che risparmiamo su pranzo e spostamenti, ma se lavoriamo da casa usiamo la nostra elettricità per tenere acceso il computer, accendiamo i nostri fornelli per fare il pranzo e in generale usiamo le nostre risorse per fare un lavoro per qualcun altro, e non è il massimo. Se lavoriamo in un co-working poi dobbiamo pagare pure l’affitto quindi o siamo brave e bravi a contrattare sugli stipendi, o siamo brave e bravi a contrattare sugli stipendi.
  5. I colleghi possono essere molto rumorosi… così come i familiari! Lavorare da remoto è bellissimo se abbiamo uno spazio in cui farlo che è anche silenzioso e favorevole alla concentrazione, altrimenti auguri.
  6. Dipendiamo totalmente da internet quindi se non funziona la connessione addio mail, riunioni, call, eccetera. Che ogni tanto ci fa pure bene eh.
  7. Abbiamo più difficoltà a sentirci una squadra con i colleghi che magari stanno in ufficio, o che a loro volta lavorano da remoto. Insomma, se interagiamo sempre attraverso gli schermi forse ci sentiamo più sole e soli.

I 10 lavori da remoto più richiesti 

Vediamo un po’ quali sono le 10 professioni a distanza più richieste al momento nel mercato del lavoro. Ecco a voi un elenchino carino con descrizione e stipendio medio lordo mensile, considerando che il minimo è per le posizioni junior e il massimo per quelle senior. 

1. Customer Support Multilingua

Si tratta di fare assistenza clienti via chat, email o per telefono ad aziende di diverso tipo.  Per fare questo lavoro bisogna generalmente sapere due lingue, di solito l’inglese e un’altra lingua tipo spagnolo, tedesco, francese o italiano.

Stipendio medio: 1.800 – 4.200 eu al mese.

2. Data Entry & Gestione Cataloghi e-Commerce

Si tratta di inserire dati, aggiornare dei prodotti, fare descrizioni SEO, gestire dei CMS e software digitali.

Stipendio medio: 1.500–2.500 eu al mese.

3. Traduzione e Localizzazione

Questo lavoro consiste nella traduzione e nell’adattamento dei testi in varie lingue, ad esempio landing page, manuali, app e contenuti digitali di vario tipo. Viene richiesta generalmente la localizzazione, specialmente per testi creativi o pensati ad hoc per l’esperienza dell’utente (UX sensitive).

Stipendio medio: 1.800–3.500 eu al mese.

4. Social Media Manager / Content Creator 

Questa figura crea, programma e gestisce i contenuti di profili Instagram, TikTok, LinkedIn, Facebook o simili.

Stipendio medio: 2.000 – 3.750 eu al mese.

5. Software Engineer / Developer

Una professione che consiste nel progettare, sviluppare e mantenere software, app e siti web: fondamentale per chi vuole essere presente nel mondo digitale.

Stipendio medio: 2.900 – 3.700 eu al mese.

6. Data Scientist / Data Analyst

Analizza dati per trovare trend, fare previsioni o prendere decisioni strategiche.

Stipendio medio: 3.000 – 3.250 eu al mese.

7. Cybersecurity Specialist

Protegge reti, sistemi e dati da attacchi informatici per conto di aziende IT, banche, enti pubblici o privati. 

Stipendio medio: 3.200 – 7.000 eu al mese e oltre.

8. AI / Machine Learning Engineer

Questo lavoro implica la creazione di algoritmi che assorbono il sapere dai dati, per tradurli poi in chatbot, raccomandazioni, prevision, ecc.

Stipendio medio: 2.900 – 10.000 eu al mese.

9. UX/UI Designer

Si tratto di un/una professionista che progetta l’aspetto e l’esperienza dell’utente di siti e app usando software avanzati.

Stipendio medio: 1300 – 3800 eu al mese.

10. Digital Marketing Specialist (SEO/Content/Social Media)

Cura i contenuti online di varie piattaforme in modo simile a un content creator e un social media manager, senza limitarsi tuttavia alla sfera social. Adotta le strategie di marketing a diversi ambiti e utilizza diversi strumenti di comunicazione: SEO (Google), campagne Ads, content marketing, ecc.

Stipendio medio: 2000 – 4600 eu al mese.

Le truffe nel lavoro da remoto: quali sono e come evitarle

Sì, purtroppo il rischio di essere truffati è sempre dietro l’angolo, anche nel lavoro da remoto. Statev accuort

  1. Non è tutto oro quel che luccica: sono le offerte troppo belle per essere vere, che propongono stipendi altissimi anche per mansioni senza esperienza o per lavori dove non bisogna fare nulla. Possibile? 
  2. Se tu mi dài io ti do: sono le offerte in cui il datore di lavoro ci chiede dei soldi per comprare delle attrezzature o in ogni caso delle quote per farci lavorare… Ma che davero?
  3. Ndejnajbfhjbrrhjbc: sono le offerte incomprensibili, il cui datore di lavoro ha un nome strano o ha una mail strana, o che sono scritte in modo sgrammaticato. Anche le mail dove non compare il nome dell’azienda posso puzzare di truffa… Insomma, se non c’è chiarezza non c’è neanche sostanza.
  4. Clicca qui: sono le offerte che ci arrivano via mail ovvero che non sono presenti su piattaforme fidate, e che ci chiedono di cliccare su un link o su un pulsante… Non fatelo! Il rischio è di prendersi dei virus, e noi non li vogliamo.
  5. Patente e libretto: un conto è se ce lo chiede il vigile, un altro è se ce lo chiede qualcuno che non sappiamo manco chi è. Questo qualcuno potrebbe chiederci la residenza, il codice fiscale, la mail, il numero di cellulare e tutti quei dati che poi i truffaldini cedono ad altre aziende, e possiamo dire addio alla nostra privacy.
  6. Se non provi non lo sai. Verissimo: il datore di lavoro ha il diritto di chiederci una prova, la quale serve anche a noi per capire se quel lavoro ci piace… Ma le prove vanno pagate! Diffidiamo di chi ci offre ZERO euro per un periodo di prova o un misero buono pasto. Piuttosto la fame!

In generale, apriamo bene gli occhi e controlliamo ogni dettaglio dell’offerta di lavoro: da dove viene, com’è scritta, cosa propone. Se abbiamo dei dubbi, facciamo domande. Non condividiamo subito i nostri dati, non diamo soldi a nessuno, non clicchiamo sui link che ci arrivano via mail e diffidiamo delle proposte che ci arrivano da un robot al telefono!

Detto ciò, buona ricerca di lavoro remoto.

Credits per le immagini: Pixabay.com, makieni777, spharma, daha3131053, angelicavaihel, stokpic, finelightarts, Peggy_Marco, sasint

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