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Bentornati ascoltatrici, ascoltatori e ascoltator* di Radio Bakeca: se pensavate di averne sentito di cotte e di crude nell’episodio precedente sui regali più costosi, forse oggi vi ricrederete. Ma bando alle ciance e iniziamo subito con le curiosità di oggi, dedicate ai regali passati alla storia.

Facciamo un salto indietro nel tempo, fino al Regno d’Italia nel 1856. Virginia Oldoini, contessa di Castiglione, è intenta a farsi fare un ritratto, uno dei tanti: se fosse esistito Instagram di sicuro la sua pagina sarebbe pari a quella delle fashion blogger più seguite. Al tempo di lei scrivevano che era “la più bella donna del secolo”: i suoi capelli biondo cenere e gli occhi verdi erano irresistibili, il suo seno “sembrava voler lanciare una sfida a tutte le altre donne”.

Si narra che fosse presuntuosa, vanitosa dal temperamento incontenibile (ma che pazzerella, sembra quasi di leggere i commenti sotto ai post di Chiara Ferragni). Ma non fu per questo che la donna passò alla storia. Avete presente quando agli addii al celibato arriva una torta gigante e spunta fuori una donna in bikini? Ecco più o meno è successa la stessa cosa: Virginia Oldoni viene ricordata perché l’amato cugino Camillo Benso di Cavour e il re Vittorio Emanuele II decisero di regalarla a Napoleone III. 

Il suo obiettivo era sedurre l’imperatore di Francia affinchè sostenesse l’unificazione italiana: ovviamente quello che si tramanda è che lei trovò la missione eccitante e alla sua “portata” (perché se una donna vuole vivere liberamente il proprio corpo è logico che ci stia con tutti… ah no?). Virginia accettò però vuoi per l’alcol vuoi perché magari non era così contenta di essere prostituita dal cugino per formare uno Stato, il primo incontro andò malissimo. Napoleone la giudicò “poco interessante”.

Nicchia allora, come l’aveva soprannominata Massimo D’Azeglio, provò un secondo assalto: la contessa si presentò a un ballo scalza e in ritardissimo, Napoleone se ne innamorò, i due divennero amanti e nella prima notte d’amore lei indossò una vestaglia verde. Poi disse: “La mia camicia da notte dovrebbe sventolare assieme al tricolore per celebrare l’Unità d’Italia”. Saremmo comunque l’unico paese con bandiera e vestaglia svolazzante: secondo voi chi si deve chiamare per far approvare la mozione?

Ma andiamo avanti. Se nella nostra epoca ogni ricorrenza ha i suoi regali “tipici” (per esempio rose e cioccolatini a san valentino), probabilmente nel passato era usanza regalare donne perché abbiamo un’altra donna in regalo (anche se non umana).

Vincenzo Peruggia fu un muratore lombardo che, forse ancora offeso per la storia di Virginia, decise di riportare a casa il salvabile, rubando niente popodimeno che la Gioconda dal Louvre per regalarla all’Italia. Ora, voi direte, ma come fa un uomo normale a sbeffeggiare controlli di sicurezza e rubare uno dei quadri più famosi? 

Peruggia arrivò in Francia nel 1907 a 26 anni in cerca di lavoro e fu assunto da una ditta di pulizie per spazzare i corridoi del Louvre. Stanco di sentirsi chiamare “mangia maccheroni” dai colleghi decise di vendicarsi. Alle 7 di mattina di lunedì 21 agosto 1911, Vincenzo entrò al museo, staccò la Monna Lisa dal muro, la coprì con la giacca, tornò al suo appartamento, la nascose sotto al tavolo della cucina e ritornò a lavoro come se nulla fosse. Il giorno dopo venne dato l’allarme ma i poliziotti ci misero due anni a scoprire il colpevole e successe solo perché Peruggia tentò di vendere l’opera a un committente italiano trasportandola nella valigia della sua biancheria sporca. Dai ma non è un tatone che voleva regalarci la Gioconda? #JesuisPeruggia.

Stando sempre in ambito artistico, sicuramente conoscerete le uova di Fabergè. Questi oggetti preziosissimi vennero realizzati per la prima volta come regalo di Pasqua. C’è chi organizza grigliate e chi commissiona uova d’oro. Nel 1885, infatti, lo zar Alessandro III di Russia chiese a Peter Carl Fabergé di creare una matrioska a forma di uovo. All’esterno aveva uno smalto bianco ma una volta aperto sua moglie Maria Fëdorovna trovò una sfera d’oro con una piccola gallina, sempre in oro. Nella gallina erano custoditi una collana con pendente di rubino. L’oggetto piacque così tanto alla zarina che Fabergé diventò gioielliere di corte e finì per realizzare uova per tutta la vita. 

Se siete stanchi di ricevere uova di cioccolato, Pasqua 2022 è vicina, organizzatevi per tempo tampinando i vostri compagni, compagne, compagn* (sì, questa parola l’abbiamo scelta apposta). Su Bakeca purtroppo non troverete uova Fabergé in vendita (solo imitazioni) ma galline in vendita, a bizzeffe: da uova, ornamentali (no, non soprammobili, vive e vegete che fanno un bel contrasto colori nel giardino), con pulcini annessi… insomma tutte super accessoriate. 

Come per le uova, a volte i regali che riceviamo ci piacciono così tanto che decidiamo di iniziare la nostra collezione. Ke$ha ne ha iniziata una tutta sua. Un suo fan si era talmente invaghito di lei che decise di regalarle un dente, inviandolo per posta. La cantante non solo apprezzò il gesto ma chiese a tutti i suoi fan di fare lo stesso. Gotta cach’em all insomma, tipo Pokemon. Comunque no, sul nostro sito non trovate denti, Bakeca si scusa per il disagio.

Se galline e denti non fanno per voi, c’è un’altra usanza che forse può interessarvi. Nell’antichità i sovrani si scambiavano come dono animali da compagnia. Non cani e gatti (anche se ricevere un cucciolo è sempre una cosa meravigliosa) ma animali esotici. Carlo Magno per esempio non si separava mai dal suo elefante ricevuto dal califfo di Baghdad. Scommettiamo che state rivalutando le galline, se non altro per una questione di costi e pulizia. Se state pensando che queste cose potevano succedere solo nell’antichità siamo pronti a portarvi un esempio che continua tutt’oggi. Nel 1972 la Cina donò due panda giganti a Nixon, l’allora presidente degli Stati Uniti. Questo gesto venne chiamato “la diplomazia dei panda”  e da allora la Cina regala a tutti i suoi “amici” dei panda e la promessa di mantenerli con dei bonifici di un milione di dollari all’anno. Scusate ma noi vogliamo subito diventare amici della Cina: vogliamo almeno 7 panda a testa. SETTE. 

Gli Stati Uniti, invece, visto che con la Russia sono amiconi e si possono permettere una battuta nel 2009, in occasione di un incontro diplomatico, portarono come dono un pulsante rosso con la parola RESET scritta in russo. Volevano dimostrare che erano pronti a cancellare il passato. Il problema è che per fare la traduzione il Presidente chiamò SUO CUGGGINO QUELLO BRAVO CHE LO FA IN 5 MINUTI e al posto di scrivere reset venne scritto sovraccarico. Cioè voi immaginateveli lì gli americani che pensano “We Puntin, dear friends… don’t push my button…OK? Did you get it?! Butt… ON!” e i russi tipo muti che si convincono che la vodka forse fa male ma mai quanto i burger che si mangiano in America.

Ma il regalo più regalo della storia fu la Statua della libertà. Il monumento simbolo degli Stati Uniti fu un regalo che il popolo francese fece agli U.S.A. Fu realizzata dall’artista Frédéric Auguste Bartholdi, insieme al contributo di Gustave Eiffel, che ne progettò gli interni. La statua fu donata in occasione delle celebrazioni per il centenario dell’indipendenza americana e il suo compleanno (cioè il giorno d’inaugurazione) è appunto il 4 luglio 1886.

Di certo questi regali passati alla storia non si trovano sul nostro sito ma su Bakeca di cose stratosferiche se ne trovano a migliaia. Adesso però non venite a chiederci dove si comprano i panda perché se lo sapessimo li avremmo già presi tutti noi. Nel prossimo episodio non parleremo di panda ma non si sa mai, i panda sono come il prezzemolo, stanno bene ovunque. A presto!

Bibliografia e crediti:

  1. quotidiano.net
  2. ilpuntoquotidiano.it
  3. focusjunior
  4. bonculture.it
  5. luxuryromemag.it
  6. antigonecultura.it
  7. Wikipedia
  8. Freepik
Giada Guerreschi
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