
Lavorare all’estero costituisce una scelta che qualcuno prende a cuor leggero e qualcun altro meno; di sicuro è un’alternativa che in tempi di crisi è molto ghiotta.
Due tra le mete più ambite dagli italiani sono Svizzera e Germania, paesi geograficamente vicini, con mercati del lavoro differenti e caratteristiche che vale la pena conoscere prima di fare le valigie.
Ma nel 2026 conviene davvero trasferirsi?
Cerchiamo di capire perché, quali sono i lavori più richiesti, quali sono gli stipendi, qual è il costo della vita e se davvero conviene andare all’estero per lavorare.
Gli italiani all’estero: quanti sono e perché partono?
L’’talia è una Repubblica fondata sull’emigrazione, dice qualcuno ispirandosi all’articolo 1 della Costituzione. Perché, si sa: se il lavoro manca, gli italiani emigrano.
Beh, le ragioni per cui si va all’estero sono anche altre: la possibilità di avere stipendi più alti, maggiori servizi e in generale una qualità della vita migliore.
Ma quanti sono gli italiani che scelgono di andare all’estero per lavorare? I dati più aggiornati ci dicono che sono più o meno1 su 10. Secondo i dati provvisori pubblicati dall’ISTAT a settembre 2026, alla fine del 2025 i cittadini italiani residenti all’estero erano circa 6,6 milioni, in aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente.
Gli espatri registrati nel corso del 2025 sono stati circa 109.000, il 22,7% in meno rispetto al 2024. Attenzione però: il numero totale degli italiani residenti all’estero non corrisponde a quello delle persone che lasciano il Paese ogni anno.
La maggior parte degli espatri del 2025, circa il 75,5%, ha avuto come destinazione un Paese europeo. E proprio Germania e Svizzera si confermano tra le mete principali, rispettivamente con circa 13.000 e 12.000 trasferimenti.

Italia, Germania e Svizzera: stipendi, costo della vita e servizi
Attualmente in Svizzera vivono circa 654.000 italiani. In Germania invece ce ne sono circa 847.000.
Come si sta lì, secondo voi? Confrontiamo alcuni tra i parametri più utili per capire se effettivamente vale la pena lavorare all’estero, ovvero emigrare in questi paesi: occupazione / disoccupazione, salario minimo, stipendi, costo della vita e welfare.
Occupazione e disoccupazione: dove è più facile trovare lavoro?
Per comprendere quanta occupazione c’è, guardiamo alla disoccupazione che forse è un dato più facilmente comprensibile. Secondo i dati più recenti dell’Eurostat, in Italia il tasso di disoccupazione è del 6,2%, mentre in Svizzera è del 4,9% e in Germania ancora meno: 4,09%.
Insomma, anche i dati confermano che c’è più possibilità di trovare lavoro sia in Svizzera che in Germania rispetto al nostro paese.
Salario minimo: le differenze tra i tre paesi
Anche qui si vede la differenza tra i vari paesi e purtroppo non in senso positivissimo.
In Italia, infatti, non è ancora stata approvata la legge che prevede un salario minimo nazionale. Le retribuzioni sono principalmente regolate dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), mentre l’articolo 36 della Costituzione tutela il diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente.
C’è da dire che non c’è un salario minimo nazionale neanche in Svizzera, però ci sono però i salari minimi stabiliti dai vari cantoni, che vanno dai 20 a più di 24 franchi svizzeri all’ora (che corrispondono più o meno a un range tra 21 e 25 euro).
In Germania invece c’è proprio un salario minimo nazionale che è di 13,90 euro all’ora, che dovrebbe aumentare fino a quasi 15 euro nel 2027.

Stipendi: quanto si guadagna in Germania e in Svizzera?
Arriviamo alla domanda che interessa probabilmente di più: quanto si può guadagnare?
Per la Germania, i dati pubblicati dall’Agenzia federale per il lavoro a luglio 2026 indicano che nel 2025 la retribuzione lorda mensile mediana dei dipendenti a tempo pieno soggetti a contribuzione sociale era di 4.217 euro.
Per la Svizzera, l’ultima rilevazione strutturale disponibile indica un salario mediano di 7.024 franchi svizzeri lordi al mese, relativo al 2024 e a un impiego a tempo pieno.
Si tratta di indicatori nazionali riferiti a popolazioni e anni statistici differenti, quindi non direttamente confrontabili.
Inoltre, queste cifre non rappresentano lo stipendio che riceverà necessariamente chi decide di trasferirsi: un infermiere, un cameriere, un ingegnere e un magazziniere possono avere retribuzioni molto diverse. Anche il cantone svizzero o il Land tedesco in cui si lavora possono incidere sensibilmente.
E soprattutto, ricordate una cosa: uno stipendio lordo più alto non significa automaticamente avere più soldi a disposizione a fine mese.
Costo della vita: quanto costa abitare a Zurigo o Berlino?
A proposito del costo della vita, prendiamo come riferimento tre grandi città che attirano molti lavoratori dall’estero: Milano per l’Italia, Zurigo per la Svizzera e Berlino per la Germania.
A Milano, secondo dati recenti, a settembre 2026 il canone medio richiesto per gli immobili residenziali in affitto era di circa 22,32 euro al metro quadrato al mese.
A Berlino, immowelt indica per ottobre 2026 una stima media di circa 14,63 euro al metro quadrato mensile per gli appartamenti.
Per Zurigo, l’indagine pubblicata dalla città nel 2026 stima invece un canone netto di circa 1.700 franchi mensili per un’abitazione tipo di 75 metri quadrati considerando i contratti esistenti. Per un nuovo contratto in un edificio già esistente, non cooperativo, la stima sale a circa 2.287 franchi mensili.
Attenzione: questi dati provengono da rilevazioni differenti e non costituiscono un confronto perfettamente omogeneo. Servono però a evidenziare quanto possano variare i costi delle abitazioni. In Svizzera bisogna inoltre considerare una spesa importante: l’assicurazione sanitaria obbligatoria, che per chi si trasferisce a vivere nel Paese rappresenta generalmente un costo da mettere nel bilancio familiare. In Germania, invece, il sistema sanitario prevede un’assicurazione obbligatoria, pubblica o privata secondo i requisiti applicabili, con meccanismi contributivi differenti.
A queste spese si aggiungono trasporti, bollette, alimentari, eventuali costi per i figli e altre necessità quotidiane.
Per questo il confronto migliore non è semplicemente tra gli stipendi lordi, ma tra i soldi che rimangono disponibili dopo aver pagato tutte le spese essenziali.
Welfare e qualità della vita: cosa cambia?
Un’altra cosa importante da considerare è il welfare, cioè qual è la spesa sociale che ogni paese mette a disposizione dei propri cittadini (ad esempio in sanità, pensioni, famiglia, invalidità).
Da questo punto di vista, la Germania è tra i primi posti in Europa. Ciò vuol dire che i contributi da versare sono mediamente alti, in cambio però di una quantità e qualità dei servizi superiore alla media.
In Svizzera la situazione è meno uniforme perché varia a seconda dei cantoni. La spesa per il welfare è minore rispetto a quella tedesca ma lo standard dei servizi può essere molto alto.
In Italia la spesa sociale è significativa, anche se sempre più risorse vengono messe a disposizione delle aziende private (es. nella sanità e nell’istruzione) a discapito dei servizi pubblici. C’è poi la questione che siamo un paese vecchietto quindi molti dei nostri contributi servono per pagare le pensioni, eheh.
Quali sono i lavori più richiesti in Svizzera e in Germania nel 2026?
La scelta di lavorare all’estero può dipendere anche dal lavoro che si è disposti a fare o quello in cui si è specializzati. Ecco quindi i settori e i rispettivi mestieri che vanno forte, in Svizzera e in Germania.
- Sanità / cure assistenziali: infermieri, caregiver, personale medico specializzato;
- Costruzione / mestieri tecnici: elettricisti, idraulici, posatori, ecc;
- Tecnologie dell’informazione / ingegneria: sviluppatori software, ingegneri, tecnici specializzati;
- Servizi personali / hospitality / turismo: cuochi, camerieri, hotel & ristorazione, stagionalità, eventi.
- Sanità / professioni mediche: infermieri, medici, terapisti – sia nelle aree urbane che periferiche, con difficoltà maggiori in zone rurali;
- Logistica / supply chain / trasporti: con l’aumento dell’e‑commerce, la domanda di magazzinieri, coordinatori di logistica, conducenti, spedizionieri ecc;
- IT / Digital / Software: sviluppatori, esperti in cloud, sicurezza informatica, data science;
- Ingegneria: meccanica, elettrica, automazione, edilizia. Anche in automotive, soprattutto con la transizione verso veicoli elettrici / energie alternative.

Meglio lavorare in Svizzera o Germania?
Dopo tutti questi dati, forse vi starete chiedendo se è il caso di lavorare all’estero e, se sì, dov’è che vi conviene emigrare. Beh, dipende da chi siete e dal vostro percorso professionale. Diciamo che, in generale:
Conviene andare in Svizzera se:
- volete lavorare in uno dei settori che lì sono più richiesti;
- conoscete bene la lingua;
- non avete problemi a spostarvi tra i cantoni;
- sapete gestire alti budget;
- se avete un attitudine “Svizzera” ; )
Conviene andare in Germania se:
- siete giovani o comunque flessibili su più fronti;
- volete imparare una nuova lingua (se non la conoscete già);
- volete lavorare in un settore che in Germania va forte;
- se volete spese meno alte;
- se amate i melting-pot culturali.

Conclusioni: trasferirsi all’estero conviene davvero?
Emigrare può essere una scelta molto difficile, però può valerne davvero la pena, soprattutto se quel che si lascia è poco rispetto a quello che si può trovare.
L’importante è che non sia una scelta avventata, ma neppure ostacolata da chissà quali paure. Sarebbe meglio magari fare una lista dei pro e dei contro suddivisi tra:
- rimanere in Italia;
- andare in Svizzera;
- andare in Germania.
Studiatevi anche la società, la cultura e vari altri aspetti del paese dove volete andare: è importante stare bene nell’ambiente in cui si va a vivere, lo stipendio non è tutto!
E comunque ricordatevi che nessuna scelta è irreversibile: si può sempre tornare indietro ; )

Domande frequenti (FAQ)
Conviene di più lavorare in Svizzera o in Germania nel 2026?
Dipende dal tipo di lavoro, dallo stipendio netto, dalla città di destinazione e dalle esigenze personali. La Svizzera presenta generalmente retribuzioni nominali elevate, ma anche un costo della vita molto alto. La Germania offre un contesto diverso, con un sistema di assicurazioni sociali e condizioni economiche che variano molto tra le regioni.
Quanto si guadagna mediamente in Svizzera?
Secondo l’Ufficio federale di statistica, nel 2024 il salario mediano lordo per un impiego a tempo pieno era di 7.024 franchi al mese. L’importo varia sensibilmente per settore, qualifica e cantone.
Qual è il salario minimo in Germania nel 2026?
Dal 1° gennaio 2026 il salario minimo generale è di 13,90 euro lordi all’ora. Dal 1° gennaio 2027 salirà a 14,60 euro.
Si può lavorare in Germania senza sapere il tedesco?
In alcune aziende internazionali e in determinate professioni è possibile lavorare utilizzando prevalentemente l’inglese. Tuttavia, conoscere il tedesco amplia generalmente le opportunità professionali e facilita la vita quotidiana.
Serve un permesso per lavorare in Svizzera?
Per i cittadini italiani la procedura dipende dalla durata e dal tipo di attività. Per impieghi brevi può essere sufficiente una notifica; per attività più lunghe è generalmente necessario richiedere il permesso di soggiorno pertinente.
Quali lavori sono più richiesti in Germania e Svizzera?
In Germania risultano particolarmente ricercate alcune figure della sanità, dell’edilizia, dei trasporti e dell’educazione. In Svizzera le carenze più rilevanti riguardano soprattutto sanità, professioni tecniche, direzione lavori e attività elettriche ed elettroniche. Le opportunità cambiano comunque a seconda della regione.
È possibile vivere in Italia e lavorare in Svizzera?
Sì, attraverso il lavoro frontaliero, rispettando i requisiti previsti. Prima di scegliere questa soluzione è importante informarsi sulle regole applicabili in materia di permessi, imposte e assicurazione sanitaria.
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