Nei nostri articoli vi raccontiamo come creare cv, corredato di portfolio, come scrivere lettere di presentazione, come affrontare un colloquio di lavoro online o al telefono, e così via.

Spesso concludiamo dicendo: “Non dimenticatevi di fare domande alle persone che vi intervistano, perché i recruiter le apprezzano molto”. E giustamente voi ci avete chiesto: ma quali domande si devono fare se abbiamo capito tutto?

Ecco che veniamo in vostro aiuto: abbiamo pensato a una serie di domande che potete fare in qualsiasi colloquio e che dimostreranno il vostro interesse alla posizione a qualsiasi recruiter.

Domande da fare al primo colloquio di lavoro

1. A cosa state lavorando in questo momento?

Sicuramente avrete studiato l’azienda per la quale state sostenendo il colloquio e il recruiter vi avrà certo fatto una panoramica del lavoro di cui vi occuperete. Ma questa domanda, nello specifico, vuole sottolineare a quale progetto l’azienda si sta dedicando in quel preciso momento.

Per esempio se vi siete candidati come magazziniere in un’azienda di mobili, potreste chiedere se in quel momento è in arrivo un carico particolare con un nuovo fornitore, oppure se la posizione che andrete a ricoprire si occuperà di una categoria specifica di oggetti. Al termine della domanda, potete anche aggiungere: “Lo chiedo perché in un’azienda precedente mi è capitato di sistemare delle sedie di design molto particolari e insieme ai colleghi abbiamo studiato il metodo migliore per occupare meno spazio. Il risultato è stato…” etc. etc.

Anche in caso di una posizione più “da ufficio”, per esempio, potreste fare la stessa domanda, e aggiungere: “Lo chiedo perché nel ruolo attuale che ricopro in questo periodo del mese facciamo tutte le fatture ai collaboratori esterni, e mi chiedevo se anche da voi il flusso di lavoro è organizzato in questo modo…” etc. etc.

Con questa domanda riuscerete quindi a dimostrare VERO INTERESSE per l’azienda che vi sta ascoltando, aggiungendo anche un dettaglio sulle vostre esperienze pregresse.

2. Come mai lei ha scelto questa azienda? / Come mai ha aperto questa azienda?

Se si tratta di piccole o medie imprese, magari a conduzione familiare e siete intervistati dal titolare, opta per la versione due (solo se non ti è stato già spiegato).

Se invece è un recruiter o il responsabile del personale, usate la versione uno di questa domanda, con la quale dimostrate che vi sta a cuore l’opinione o la storia della persona che vi sta davanti.

In questo modo capirete il processo decisionale che ha portato la persona a scegliere o aprire quest’azienda e, essendo una domanda molto onesta e dritta al punto, riuscirete anche a capire se vale la pena essere assunti lì!

Se per esempio il titolare vi dice che ha una forte passione per il settore, capirete che è una persona che ci tiene molto alla salute dell’azienda (e probabilmente anche a quella dei suoi dipendenti). Se la risposta a questa domanda invece non vi soddisfa, magari non è il posto giusto per voi.

Anche in caso vi troviate di fronte a un recruiter, la vostra domanda dimostrerà che siete attenti al rapporto tra le persone all’interno dell’azienda e al fatto che volete lavorare bene e in serenità.

3. Come funziona il processo di selezione?

È bene chiedere, quanti step prevede il processo di selezione fin da subito. In questo modo sarete al corrente delle tempistiche, di quanti colloqui dovrete affrontare e anche delle prove che potrebbero venirvi richieste.

Per esempio nei lavori più creativi, come grafici o copywriter, spesso viene chiesto ai candidati di mandare delle prove specifiche, con determinati requisiti e tempistiche e in tal caso, se avete particolari impegni inderogabili per quelle giornate, potrete avvisare fin da subito i selezionatori della vostra assenza per quel particolare periodo.

Ma questa domanda è fondamentale anche per capire quando fare la domanda più importante di tutte, cioè “QUANT’È LO STIPENDIO?”. Ma ve la spieghiamo sotto, in un paragrafo dedicato.

4. Prima ha citato il programma XY / il software XY / il metodo XY / il prodotto XY… volevo quindi aggiungere che me ne sono occupato, lo conosco molto bene perché… ho però una domanda a riguardo: voi lo usate principalmente per fare quella cosa o lo utilizzate per altro?

Questa domanda è la più generica tra tutte e richiede che durante il colloquio voi siate stati molto attenti (ma se non siete stati attenti, forse dovete migliorarvi la prossima volta).

Come ultima domanda al primo colloquio, quindi, dovreste chiedere maggiori informazioni su un prodotto, software, metodo di lavoro citato dal recruiter durante l’intervista. In questo modo genererete una conversazione virtuosa sul ruolo che andrete e a ricoprire dimostrando che non solo siete stati attenti alle parole dette dal recruiter, ma vi interessa anche approfondire ogni aspetto della vostra potenziale posizione.

Cosa fare dopo la fine del primo colloquio

Ora che avete affrontato il primo colloquio, dovete trovare un posto tranquillo, e prendere appunti su quello che il recruiter vi ha detto durante l’intervista. È importantissimo segnare nel dettaglio tutto quello che vi ricordate perché vi sarà utile per sviluppare le domande in caso di secondo colloquio.

Domande da fare al secondo colloquio di lavoro

Se la persona che vi intervista è diversa, potete ripetere alcune delle domande precedenti (non fanno mai male). Ma se chi vi intervista è la stessa persona ecco tre domande specifiche per il secondo colloquio (da evitare al primo colloquio, così come queste altre 8 cose da non dire MAI).

1. Ci sono possibilità di avanzamento di carriera per questo ruolo?

È bene che voi sappiate, durante il secondo colloquio, se la posizione che andate a ricoprire è definitiva oppure se ci sono possibilità di miglioramento. Per esempio se vi dicono che sarete l’unico magazziniere dell’azienda, che dovrà gestire anche il flusso di entrata/uscita dei materiali, forse non è corretto che vi propongano una posizione junior perché il ruolo che vi hanno descritto è da responsabile magazzino.

Se invece vi rispondono che c’è la possibilità di diventare responsabile del magazzino ma che attualmente la posizione è ricoperta, significa che all’interno di quest’azienda sono possibili degli avanzamenti di carriera.

Questa domanda dimostra la vostra voglia di crescere a livello professionale e di migliorarvi a tal punto da puntare a ruoli di responsabilità.

2. Quali sono le aspettative di performance per i primi sei mesi in questo ruolo? Come le misurate?

Con questa domanda state chiedendo quindi se si aspettano da voi determinati step di apprendimento del flusso di lavoro. In questo modo potete quindi capire cosa vogliono che faccia la persona assunta nei primi sei mesi, e potrete avere un’idea dell’impegno che vi viene chiesto, delle vostre capacità attuali e di quelle che dovrete andare a colmare.

C’è sempre un periodo di assestamento quando una persona entra in una nuova azienda, ma se per esempio vi dicono che in sei mesi dovrete assumere un ruolo senior, rispetto al junior da cui partite perché chi andrete ad affiancare va in pensione, dovrete forse rivalutare il tutto (stipendio compreso).

Businessman in eyeglasses having discussion with his colleague during working day

3. Nel primo colloquio hanno fatto riferimento a COSA X, dicendo che chi ricoprirà la posizione dovrà… mi può spiegare meglio cosa si intende?

Se dopo il primo colloquio avete preso appunti, per fare questa domanda andate a rileggere tutto e scegliete un dettaglio, un software, una particolare spiegazione che vi è stata data in merito al ruolo e chiedete di spiegarvi maggiormente di cosa si tratta.

Non importa se avete già capito, fatela lo stesso: questo dimostra che siete non solo stati attenti, ma siete anche pro attivi e volete capire bene ogni cosa perché ci tenete a non lasciare niente di fumoso e irrisolto.

Domanda bonus: quando si deve chiedere dello stipendio?

Di solito è il selezionatore che introduce il discorso sullo stipendio anche se è bene arrivare preparati già al primo colloquio con una potenziale idea di stipendio medio per quel particolare ruolo. Un modo per iniziare a parlare di denaro è spesso quello di chiedere ai candidati quanto si aspettano di ricevere. È bene quindi sapere cosa chiedere e alzare la posta, purché non sia troppo eccessiva rispetto a quello che prendete già.

Ricordatevi sempre di portare una busta paga, dove è specificato anche il vostro tipo di contratto, compresi premi e benefit (ticket ristoranti, rimborsi carburante, auto aziendale) perché così dimostrate che sapete bene di cosa state parlando e potrete giustificare l’aumento che volete citando le vostre competenze e il miglioramento che porterete in quell’azienda se vi dovesse assumere.

In ogni caso, aspettate sempre il penultimo colloquio prima di chiedere, se nessuno ve lo menziona prima: ecco perché è importante conoscere gli step!


Siamo arrivati alla fine di questo secondo episodio de “Il colloquiario”, trovi qui l’articolo precedente dedicato al colloquio telefonico.

Speriamo che i nostri consigli sulle domande da fare a un colloquio ti tornino utili, nel frattempo

Credits: Freepik

Giada Guerreschi
Giada Guerreschi