Lavorare all’estero costituisce una scelta che qualcuno prende a cuor leggero e qualcun altro meno. Di sicuro è un’alternativa che in tempi di crisi è molto ghiotta. Due tra le mete più ambite dagli italiani sono Svizzera e Germania. Cerchiamo di capire perché, quali sono i lavori più richiesti, quali sono gli stipendi, qual è il costo della vita e se davvero conviene andare all’estero per lavorare. 

Gli italiani all’estero: quanti sono e perché ci vanno

L’Italia è una Repubblica fondata sull’emigrazione, dice qualcuno ispirandosi all’articolo 1 della Costituzione. Perché, si sa: se il lavoro manca, gli italiani emigrano. 

Beh, le ragioni per cui si va all’estero sono anche altre: la possibilità di avere stipendi più alti, maggiori servizi e in generale una qualità della vita migliore. Ma quanti sono gli italiani che scelgono di andare all’estero per lavorare?

I dati più aggiornati ci dicono che sono più o meno 1 su 10. Non male, eh? 

Pare anche che la percentuale sia sempre più alta, e che anzi in 25 anni si sia raddoppiata. Nel 2000 infatti gli italiani all’estero erano circa il 4-5 per cento della popolazione totale (che all’epoca era intorno a 57‑58 milioni). Nel 2024 invece, su una popolazione di circa 66 milioni di italiani sono emigrati più di 6 milioni, il che vuol dire che  siamo attorno al 10 per cento ovvero, come dicevamo, 1 su 10.

Quali sono i paesi dove gli italiani preferiscono emigrare? Le statistiche più recenti ci dicono che, se consideriamo l’Europa, ai primi posti ci sono Germania, Spagna, Regno Unito,  Svizzera e Francia. Le mete extra-europee più ambite invece sono, a quanto pare, USA e Brasile

Differenze tra Italia, Germania e Svizzera: stipendi, costi e servizi

Attualmente in Svizzera vivono circa 654.000 italiani. In Germania invece ce ne sono circa 847.000.

Come si sta lì, secondo voi? Confrontiamo alcuni tra i parametri più utili per capire se effettivamente vale la pena lavorare all’estero, ovvero emigrare in questi paesi: occupazione / disoccupazione, salario minimo, stipendi, costo della vita e welfare

OCCUPAZIONE / DISOCCUPAZIONE

Per comprendere quanta occupazione c’è, guardiamo alla disoccupazione che forse è un dato più facilmente comprensibile. Secondo i dati più recenti dell’Eurostat, in Italia il tasso di disoccupazione è del 6%, mentre in Svizzera è del 4.7 % e in Germania ancora meno: 3.5%. Insomma, anche i dati confermano che c’è più possibilità di trovare lavoro sia in Svizzera che in Germania rispetto al nostro paese. 

SALARIO MINIMO

Anche qui si vede la differenza tra i vari paesi e purtroppo non in senso positivissimo.

In Italia, infatti, non è ancora stata approvata la legge che prevede un salario minimo nazionale. Il salario minimo dipende quindi dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) a seconda del settore e della posizione lavorativa occupata, che spesso non sono aggiornati al costo della vita attuale. Soprattutto, chi non ha un contratto del genere rischia di avere una paga bassissima senza potersi appellare a nessuna legge.

C’è da dire che non c’è un salario minimo nazionale neanche in Svizzera, però ci sono però i salari minimi stabiliti dai vari cantoni, che vanno dai 20 a più di 24 franchi svizzeri all’ora (che corrispondono più o meno a un range tra 21 e 25 euro).

In Germania invece c’è proprio un salario minimo nazionale che è di  12,82 euro all’ora, che dovrebbe aumentare fino a quasi 15 euro nel 2027.

STIPENDI 

Dopo aver visto il salario minimo, facciamo un paragone tra gli stipendi.

Chiaramente, non possiamo prendere in considerazione tutti i tipi di lavoro, né le posizioni specifiche. Facciamo quindi riferimento allo stipendio (lordo) di un’impiegata o impiegato aziendale di medio livello, che in Italia prenderebbe circa 2500 euro al mese. Ecco, la stessa persona in Germania prenderebbe quasi il doppio (più di 4200 euro), e in Svizzera ancora di più (più di 8000 euro).

Sta a voi ora fare le vostre considerazioni in base al lavoro che vi interessa. Non basta però guardare gli stipendi, perché tendenzialmente sono commisurati al costo della vita. 

COSTO DELLA VITA

A proposito del costo della vita, prendiamo come riferimento tre grandi città che attirano molti lavoratori dall’estero: Milano per l’Italia, Zurigo per la Svizzera e Berlino per la Germania. 

Facciamo finta che la nostra impiegata aziendale tipo deve prendere in affitto un appartamento medio in una zona di queste città non troppo periferica. Ecco: un appartamento di circa 60 metri quadri nelle zone centrali di Milano viene circa 1800 – 2000 euro al mese, di Zurigo 2000 – 2200 euro al mese, di Berlino 1000 – 1400 euro al mese

Ne deriva che in Italia (ma forse lo sapevamo  già!) le case costano tanto rispetto agli stipendi percepiti, mentre in Svizzera e in Germania gli affitti hanno un prezzo proporzionato agli stipendi.
Dovendo fare un discorso generale sul costo della vita in ciascuno di questi paesi, confrontando gli stipendi con il costo della spesa alimentare e delle bollette, potremmo dire che:

In Svizzera: il costo delle bollette e della spesa alimentare sono tra i più alti d’Europa. Tuttavia, gli stipendi medi sono anche molto più alti quindi è tutto più proporzionato. In Germania, in modo simile i prezzi di spesa e bollette possono essere abbastanza alti ma rimangono proporzionati agli stipendi. In Italia: anche se generalmente i prezzi di spesa e bollette sono più bassi, gli stipendi in proporzione sono molto inferiori. Insomma, nel nostro paese una percentuale più alta dello stipendio se ne va in spese necessarie, perciò ci rimane poco per il resto. Un motivo in più per emigrare, direte voi. O forse il motivo principale.


WELFARE

Un’altra cosa importante da considerare è il welfare, cioè qual è la spesa sociale che ogni paese mette a disposizione dei propri cittadini (ad esempio in sanità, pensioni, famiglia, invalidità). 

Da questo punto di vista, la Germania è tra i primi posti in Europa. Ciò vuol dire che i contributi da versare sono mediamente alti, in cambio però di una quantità e qualità dei servizi superiore alla media.

In Svizzera la situazione è meno uniforme perché varia a seconda dei cantoni. La spesa per il welfare è minore rispetto a quella tedesca ma lo standard dei servizi può essere molto alto.

In Italia la spesa sociale è significativa, anche se sempre più risorse vengono messe a disposizione delle aziende private (es. nella sanità e nell’istruzione) a discapito dei servizi pubblici. C’è poi la questione che siamo un paese vecchietto quindi molti dei nostri contributi servono per pagare le pensioni, eheh.

Quali sono i lavori più richiesti in Svizzera e in Germania?

La scelta di lavorare all’estero può dipendere anche dal lavoro che si è disposti a fare o quello in cui si è specializzati. Ecco quindi i settori e i rispettivi mestieri che vanno forte, in Svizzera e in Germania. 

SVIZZERA

  • Sanità / cure assistenziali: infermieri, caregiver, personale medico specializzato; 
  • Costruzione / mestieri tecnici: elettricisti, idraulici, posatori, ecc;
  • Tecnologie dell’informazione / ingegneria: sviluppatori software, ingegneri, tecnici specializzati;
  • Servizi personali / hospitality / turismo: cuochi, camerieri, hotel & ristorazione, stagionalità, eventi.

GERMANIA

  • Sanità / professioni mediche: infermieri, medici, terapisti – sia nelle aree urbane che periferiche, con difficoltà maggiori in zone rurali;
  • Logistica / supply chain / trasporti: con l’aumento dell’e‑commerce, la domanda di magazzinieri, coordinatori di logistica, conducenti, spedizionieri ecc;
  • IT / Digital / Software: sviluppatori, esperti in cloud, sicurezza informatica, data science;
  • Ingegneria: meccanica, elettrica, automazione, edilizia. Anche in automotive, soprattutto con la transizione verso veicoli elettrici / energie alternative.

Dove conviene emigrare?

Dopo tutti questi dati, forse vi starete chiedendo se è il caso di lavorare all’estero e, se sì, dov’è che vi conviene emigrare. Beh, dipende da chi siete e dal vostro percorso professionale. Diciamo che, in generale: 


Conviene andare in Svizzera se:

  • volete lavorare in uno dei settori che lì sono più richiesti;
  • conoscete bene la lingua;
  • non avete problemi a spostarvi tra i cantoni;
  • sapete gestire alti budget;
  • se avete un attitudine “Svizzera” ; )


Conviene andare in Germania se: 

  • siete giovani  o comunque flessibili su più fronti;
  • volete imparare una nuova lingua (se non la conoscete già);
  • volete lavorare in un settore che in Germania va forte;
  • se volete spese meno alte;
  • se amate i melting-pot culturali.

Conclusioni

Emigrare può essere una scelta molto difficile, però può valerne davvero la pena, soprattutto se quel che si lascia è poco rispetto a quello che si può trovare. L’importante è che non sia una scelta avventata, ma neppure ostacolata da chissà quali paure. Sarebbe meglio magari fare una lista dei pro e dei contro suddivisi tra:

  • rimanere in Italia;
  • andare in Svizzera;
  • andare in Germania.

Studiatevi anche la società, la cultura e vari altri aspetti del paese dove volete andare: è importante stare bene nell’ambiente in cui si va a vivere, lo stipendio non è tutto!
E comunque ricordatevi che nessuna scelta è irreversibile: si può sempre tornare indietro ; )

Credits per le immagini: pixabay.com, Mrexentric, b1-foto, HCE70, Ganossi, PeterDargatz, suzalgurungz, Momentmal

Teresa Lucente
Teresa Lucente