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Lavoro da casa, manuale e non manuale: dove e quando si cerca di più

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Negli ultimi anni il mercato del lavoro italiano si è fatto sempre più “a macchie”: ci sono territori in cui cresce la ricerca di lavori da casa, altri in cui continuano a pesare soprattutto le professioni manuali e altri ancora in cui a trainare sono ruoli d’ufficio, tecnici e commerciali.

Capire dove si concentrano queste opportunità e quando conviene cercarle può fare una differenza enorme per chi sta inviando curriculum, valutando un cambio di settore o semplicemente cercando un’occupazione più adatta alle proprie esigenze.

Il punto di partenza è semplice: non tutti i lavori seguono la stessa geografia. Il lavoro da remoto, inteso come attività non manuali, tende a concentrarsi dove ci sono più servizi avanzati, aziende strutturate e Pubblica Amministrazione; i lavori manuali, invece, restano fortemente legati alla vocazione produttiva, logistica, turistica o agricola dei territori. E anche il calendario conta: ci sono mesi in cui alcune figure vengono cercate molto più di altre.

Dove il lavoro da remoto è più presente

Se si guarda al quadro più affidabile oggi disponibile, cioè alla diffusione effettiva del lavoro da remoto tra gli occupati fornita dall’ISTAT, emerge una mappa piuttosto netta: nel 2023 la regione con la quota più alta di persone che hanno lavorato da casa almeno qualche giorno è stata il Lazio con il 21,5%, seguito dalla Lombardia con il 18,6%. Sopra o in linea con la media nazionale si collocano anche Piemonte (14,5%), Liguria (14%), Emilia-Romagna (13,3%) e Toscana (12,1%), mentre nel Mezzogiorno i valori sono in generale più bassi e restano sotto il 10% in molte regioni, con poche eccezioni come Campania (11,1%), Abruzzo (10,3%) e Sardegna (10,2%). La media italiana è del 13,8%.

In pratica, chi cerca occupazioni svolgibili da casa parte avvantaggiato soprattutto nelle aree dove il tessuto economico è più orientato ai servizi, all’amministrazione, al digitale, al customer care evoluto, al marketing, alla consulenza e ai ruoli impiegatizi o tecnici. È anche per questo che città e territori del Centro-Nord continuano a concentrare una parte importante delle opportunità compatibili con il lavoro a distanza.

Perché alcune regioni “tirano” di più sul remoto

La ragione è meno misteriosa di quanto sembri; il lavoro da remoto cresce soprattutto dove si concentrano:

L’Istat lo dice in modo molto chiaro: le città metropolitane e le regioni del Centro-Nord mostrano livelli più elevati di diffusione del lavoro agile proprio perché hanno una maggiore concentrazione di servizi avanzati e organizzazioni più strutturate: Milano e Roma sono i due poli più evidenti di questo fenomeno.

Tradotto in chiave pratica: chi cerca un lavoro da remoto o ibrido tende a trovare più occasioni in regioni come Lazio, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana, cioè nei territori dove lavorare in questa modalità non è più soltanto un’eccezione, ma una modalità già assorbita dal mercato.

E i lavori manuali? Qui cambia completamente la mappa

Quando si parla di lavori manuali il territorio pesa in modo diverso: contano la presenza industriale, l’artigianato, la logistica, l’edilizia, l’agroalimentare, i trasporti e, in alcuni periodi dell’anno, anche il turismo.

A livello territoriale, dai dati in nostro possesso, i numeri più alti a livello di traffico nella categoria Lavoro da Casa si osservano in: Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna ma anche Campania e Sicilia.

Quando si cercano di più lavori manuali e non manuali

Anche qui la risposta non è uguale per tutti i comparti.

I lavori manuali

I lavori manuali tendono a restare solidi per buona parte dell’anno, ma acquistano ancora più peso nei periodi in cui si attivano filiere stagionali o cicli produttivi precisi. I dati Excelsior del Ministero del Lavoro mostrano che già a gennaio 2026 tra i profili più richiesti comparivano conduttori di veicoli, addetti all’assemblaggio e al confezionamento, operai addetti a macchine confezionatrici, agricoltori e operai agricoli specializzati, oltre al personale non qualificato per consegne, pulizie e manutenzione del verde.

I lavori non manuali

I lavori non manuali seguono due dinamiche. Da un lato c’è la domanda “stabile” di impiegati, tecnici e figure specialistiche; dall’altro c’è una forte spinta stagionale nei servizi, specialmente in primavera e all’inizio dell’estate.

Quindi dove conviene cercare?

Se l’obiettivo è il lavoro da remoto, conviene guardare soprattutto alle regioni dove è più diffuso: Lazio, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana. Qui è più probabile trovare offerte compatibili con attività amministrative, digitali, commerciali o di supporto.

Se invece si cercano lavori manuali, conviene tenere d’occhio i territori dove industria, artigianato, logistica e produzione restano forti e dove le imprese fanno più fatica a trovare personale: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Trentino-Alto Adige e in parte Abruzzo mostrano segnali interessanti.

Per chi cerca lavori non manuali, infine, il discorso è doppio: i ruoli impiegatizi e tecnici tendono a concentrarsi nelle grandi aree urbane e nei territori a più alta presenza di servizi, mentre i lavori commerciali e di contatto con il pubblico si ampliano molto in primavera e all’inizio dell’estate, quando turismo e servizi spingono la domanda.

E quindi che fare per trovare lavoro?

Guardare solo il titolo di un annuncio oggi non basta più. Per orientarsi davvero bisogna incrociare tre elementi: tipo di lavoro, territorio e momento dell’anno.

Chi punta al lavoro da remoto ha più possibilità nei territori dove è già una pratica consolidata. Chi cerca un lavoro manuale può trovare spazi molto concreti nelle regioni produttive, dove la domanda resta alta e spesso supera l’offerta. Chi invece guarda ai lavori non manuali deve distinguere bene tra ruoli d’ufficio, ruoli tecnici e lavori nei servizi, perché non si muovono tutti allo stesso modo.

FAQ

In quali regioni è più diffuso il lavoro da casa?

Secondo i dati Istat più recenti sul lavoro da remoto, le regioni con i valori più alti sono Lazio e Lombardia, seguite da Piemonte e Liguria. Sopra o vicino alla media nazionale si trovano anche Emilia-Romagna e Toscana

Nel Sud Italia si trovano meno lavori da casa?

In generale sì: Istat rileva valori più bassi nel Mezzogiorno rispetto al Centro-Nord, anche se ci sono alcune eccezioni come Campania, Abruzzo e Sardegna. Questo dipende soprattutto dalla struttura economica dei territori e dal minor peso dei settori più compatibili con il remoto

Quando aumentano i lavori manuali?

I lavori manuali restano richiesti tutto l’anno, ma tendono a rafforzarsi nei periodi in cui si attivano industria, edilizia, logistica, agricoltura e filiere stagionali. I dati Excelsior mostrano una domanda forte già nei mesi invernali e ancora più ampia in primavera e inizio estate.

Quando crescono i lavori non manuali?

I ruoli non manuali hanno una componente stabile durante l’anno, ma in primavera e all’inizio dell’estate aumentano molto le professioni nei servizi, nel commercio, nell’accoglienza e nella ristorazione. A maggio 2025, per esempio, le professioni qualificate nei servizi e nel commercio sono state il gruppo più numeroso tra quelli rilevati da Excelsior

I lavori manuali sono ancora richiesti?

Sì, e in molti casi sono anche difficili da coprire

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