Nel 2026 il mercato degli affitti residenziali italiani mostra una dinamica chiara: il canone medio mensile per metro quadro ha superato la soglia di circa 14‑15 €/m², segnando un nuovo massimo storico.

Tuttavia, l’andamento non è uniforme: alcune città si collocano tra le città più care, con canoni ben oltre 20 €/m², mentre altrove si trovano soluzioni ben più accessibili.

In questo contesto, capire quali sono le città più costose e quali offrono ancora margini di convenienza può fare la differenza per studenti, giovani professionisti, famiglie e chiunque stia valutando un trasferimento per lavoro o studio.

In particolare, conoscere le “città più care” significa misurare non solo il canone assoluto, ma anche la pressione che la locazione esercita sul budget familiare o individuale. In alcune metropoli, l’affitto assorbe oltre il 50% dello stipendio netto.

Allo stesso tempo, esplorare le città più economiche consente di valutare opzioni alternative, magari con migliori margini di risparmio e maggiore qualità della vita. In questo articolo descriviamo le top 3 città più care per affittare, le top 3 più economiche, e offriamo suggerimenti pratici su dove trovare buoni affari e come monitorarli.

città più care

Top 3 città più care per affittare casa nel 2026

1. Milano

Per un monolocale di 40‑45 m² in zona centrale, il canone mensile può superare i 1 000 €, e una stanza singola può costare oltre 700‑730 €. Come città leader per le opportunità professionali, la pressione sulla domanda abitativa resta alta: molti giovani professionisti accettano di convivere o cercare zone più periferiche per contenere i costi.

Milano si conferma tra le città più care per l’affitto in Italia, con un canone medio che si avvicina ai 23‑24 €/m² nel 2026.

2. Firenze

Firenze si colloca tra le città più care per affittare, con canoni medi intorno ai 21‑22 €/m² nel 2026 e un incremento annuo superiore al 5%.

Il forte richiamo turistico, la presenza di affitti brevi e la forte domanda di studenti e professionisti contribuiscono a rendere Firenze una città con costi abitativi elevati. Per chi cerca casa in questa città, è fondamentale muoversi presto e valutare anche soluzioni non centrali per evitare canoni troppo onerosi.

3. Roma

Tra le città più care, Roma presenta una media inferiore rispetto a Milano e Firenze, ma comunque significativa: intorno ai 18‑19 €/m² nel 2026.

Il bilanciamento tra offerta lavorativa e costi abitativi è più favorevole che in alcune città del Nord, ma la variabilità tra quartieri è ampia. È importante considerare bene la zona, i trasporti e i collegamenti con il luogo di lavoro per evitare che l’affitto diventi una spesa insostenibile.

città più care Roma

Top 3 città più economiche per affittare casa nel 2026

1. Reggio Calabria

Tra le città più economiche d’Italia, Reggio Calabria emerge con valori medi dei canoni in affitto molto bassi, nell’ordine di 5‑6 €/m² nel 2026.

Per chi ha un budget limitato o lavora da remoto, Reggio Calabria può rappresentare una scelta strategica: costi ridotti, qualità della vita e opportunità di risparmio significative.

2. Padova

Padova, pur non appartenendo alle città estremamente economiche, offre canoni relativamente contenuti e buone prospettive, soprattutto rispetto alle città più care.

I prezzi nell’ordine di circa 12‑13 €/m² sono indicati in alcuni report per la città. Questo la rende un’opzione valida per studenti e lavoratori che cercano un buon compromesso tra costo abitativo e servizi.

3. Verona

Verona figura tra le città dove l’affitto risulta più accessibile: canoni medi attorno ai 12‑13 €/m² sono stati rilevati nel 2026.

Sebbene non sia tra le città con i costi più bassi in assoluto, per chi proviene da aree molto costose può rappresentare un’opportunità concreta di risparmio, con un mercato locale vivace e qualità urbana elevata.

Verona

Cosa incide davvero sul prezzo dell’affitto: fattori locali e trend nazionali

Il prezzo dell’affitto è il risultato di una molteplicità di fattori, e non sempre la dimensione della città è la variabile determinante. Le città più care possono esserlo anche se non sono metropoli, ma se hanno alcuni elementi chiave:

  • Forte domanda stagionale o ciclica (es. città universitarie o turistiche)
  • Bassa offerta di immobili ristrutturati e abitabili
  • Concentrazione di affitti brevi o turistici
  • Scarsa costruzione di nuove abitazioni negli ultimi 10 anni
  • Pressione di studenti o lavoratori in cerca di alloggi piccoli
  • Espansione della logistica o del terziario avanzato

Al contrario, città di media grandezza o del Sud Italia con mercato più stabile e bassa speculazione immobiliare possono offrire ancora buone opportunità di affitto, sia in centro che in periferia.

Città più care per gli studenti: dove è difficile affittare una stanza

Nel 2026, anche gli studenti universitari si trovano a dover affrontare il problema dell’aumento dei canoni. Le città più care per affittare casa lo sono diventate anche per la semplice ricerca di una stanza singola in appartamento condiviso.

A Milano, una stanza in zona universitaria può arrivare a costare 700–750 euro, a Bologna supera i 550 euro, mentre a Firenze e Roma il range medio oscilla tra i 500 e i 650 euro.

Il problema si aggrava nei mesi di settembre e ottobre, quando la domanda esplode a causa dell’inizio dell’anno accademico. In questo scenario, molte famiglie devono affrontare un costo abitativo che, sommato alle spese universitarie, può superare i 10.000 euro all’anno.

Al contrario, città universitarie più piccole come Perugia, Siena, Pavia o Catania continuano ad offrire stanze a prezzi più contenuti, con costi mensili tra i 250 e i 400 euro. Per questo motivo, cresce l’interesse verso alternative più accessibili rispetto alle città più care, anche se comportano un minore prestigio o un’offerta formativa meno ampia.

città universitarie

Dove trovare buoni affari e come monitorare il mercato

Per chi cerca di evitare i livelli elevati delle città più care, è fondamentale adottare una strategia attiva. Ecco alcuni consigli:

  • Cercare in periodi dell’anno convenienti.
  • Valutare zone periferiche o aree ben collegate: nelle città più care gli affitti calano sensibilmente spostandosi fuori dal centro.
  • Considerare soluzioni temporanee (condivisioni, stanze) in attesa di trovare l’immobile ideale, riducendo il rischio di dover accettare canoni troppo elevati nella fretta.
  • Fare attenzione alle città emergenti: oltre alle top economiche classiche, alcune città medie offrono ancora affitti molto vantaggiosi prima che la domanda salga.
  • Verificare l’incidenza del canone sul budget personale: nelle città più care l’affitto può superare il 50‑60% dello stipendio netto, rendendo difficile gestire altre spese.

In questo modo è possibile evitare le città più care e orientarsi verso aree dove il rapporto qualità/costo è più favorevole.

Come risparmiare anche nelle città più care

Non sempre è possibile evitare le città più care, soprattutto per chi ha esigenze lavorative o familiari legate al luogo. Tuttavia, ci sono alcune strategie che possono aiutare a risparmiare:

  1. Scegliere quartieri di transizione: molte città hanno zone poco conosciute ma ben servite dai mezzi pubblici dove i prezzi sono ancora ragionevoli.
  2. Condivisione temporanea: anche per lavoratori è sempre più comune dividere l’appartamento per i primi mesi, riducendo le spese in attesa di una sistemazione stabile.
  3. Contratti agevolati: alcuni contratti prevedono canoni concordati, cedolare secca o agevolazioni per determinate categorie.
  4. Valutare province limitrofe: in molte regioni, le città satellite offrono affitti più bassi e sono ben collegate alla città principale (es. Lodi per Milano, Pomezia per Roma).
  5. Monitorare gli annunci più recenti: usare portali aggiornati con possibilità di impostare avvisi personalizzati permette di essere tra i primi a contattare l’inserzionista.

Con questi suggerimenti potremo trovare la soluzione adatta alle nostre esigenze.

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Credits per le immagini: MD Duran, Joshua Kettle, Matthias Mullie, Jakub Żerdzicki, Tierra Mallorca, Vitaly Gariev

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